Spesa pubblica fuori controllo. In dieci anni quella pro-capite è cresciuta di 1.633 euro per ogni cittadino. Mentre il Pil pro-capite è cresciuto della metà

dalla Redazione
Economia

La spesa pubblica pro-capite nel nostro Paese è passata dai 12.979 euro del 2005 ai 14.612 euro del 2014: in dieci anni, insomma, le spese dello Stato sono cresciute di 1.633 euro per ogni cittadino residente in Italia. Il dato emerge da una ricerca del Centro Studi ImpresaLavoro che, analizzando i dati della Ragioneria Generale dello Stato, ha ricostruito la serie storica dell’andamento della spesa pubblica nel nostro Paese.

Mentre da più parti si sottolinea l’importanza di ridurre il perimetro di intervento della mano pubblica, è un fatto che la spesa pubblica sia cresciuta negli ultimi 15 anni ben più di quanto si potesse immaginare. Tranne che nel 2010 e nel 2014, negli anni analizzati dalla ricerca firmata da Paolo Ermano, la spesa pubblica è infatti sempre aumentata rispetto ai livelli dell’anno precedente. In alcuni casi la crescita del Pil è stata ottenuta sostanzialmente modulando la spesa pubblica.

Analizzando i dati della ricerca di ImpresaLavoro emerge con chiarezza una tendenza: mentre la spesa pubblica pro-capite aumentava di 1.600 euro fra il 2005 e il 2014, il Pil pro-capite cresceva della metà. La componente generata dall’attività privata e non da attività pubbliche si è progressivamente ridotta: se nel 2005 lo spazio privato creava il 50% del reddito individuale, nel 2014 siamo al 45%. Nel 2005, infatti, la quota privata del Pil contava 12.773 euro sui 25.752 euro complessivi del Pil pro-capite. Nell’ultimo dato disponibile, quello del 2014, la quota privata del Pil è scesa sensibilmente a 11.940 euro con il Pil pro-capite salito a 26.551 euro.