Spot per i 2 anni da premier. Ma è da Corazzata Potemkin. Palazzo Chigi sforna un video per celebrare l’anniversario. Molte amnesie e una carrellata di successi sfuggiti ai più

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di Antonio Acerbis

Se non l’avete visto, evitatevi questo strazio. Perché l’effetto è esattamente quello che l’indimenticabile ragionier Ugo Fantozzi prova al termine della pesantissima “Corazzata Potemkin”. Un video brutto, come pochi. Realizzato dal capo per compiacere il capo. Un video che racconta i due anni di Governo per accontentare soltanto la spasmodica megalomania di un premier che non riesce – ci prova, per carità: ma non gli riesce proprio – a vedere la realtà con un minimo di occhi oggettivi. E allora spaizo ai tweet, agli incontri, agli annunci in pompa magna, alle parole (tante) e alle leggi (poche) che hanno segnato questi 24 mesi di Governo targato Matteo Renzi.

QUESTIONE CRUCIALE
Resta, però, una domanda. La più banale e difficile che ci si possa fare: perché tanto supplizio? Perché realizzare un video che resta per tutto il tempo (2 minuti e 53 secondi di supplizio tragicomico) a metà tra un clamoroso fake (sì, questa è la prima impressione che si ha) e un retoricissimo video da compleanno di 18 anni? Ecco, non basta rispondere “perché Renzi voleva fare un video autocelebrativo”, come si penserà. Purtroppo – ahinoi – c’è anche altro. Renzi, infatti, è riuscito ad andare anche oltre alla “semplice” autocelebrazione (come avrebbe fatto un Silvio Berlusconi qualsiasi), realizzando un video che, per giunta, è puree brutto. In altre parole, nel tentativo di raccontare la realtà “a sua immagine e somiglianza”, il premier è finito non solo con lo stravolgerla, ma col renderla anche ridicola. Non c’è un senso, in quei quasi – ringraziando Iddio – tre minuti, tra strette di mano una dietro l’altra, lavagne (quella della Buona scuola), maniche di camicia tirate su in perfetto Renzi-style e spezzoni di interventi presi così, alla rinfusa. Talmente alla rinfusa che, al termine della tortura, si resta basiti con un sorriso appena accennato (è tale l’incredulità che non si riesce nemmeno a ridere appieno), e ci si chiede: “ok, quindi oltre a stringere le mani e a tirarsi su la camicia, che ha fatto Renzi?”. Ma il punto è proprio questo. Basterebbe veramente poco per mettere il premier con le spalle al muro: perché niente si dice sul caso Carrai? Perché niente sul caos Unioni civili? Perché niente sul disastro banche e sull’imbarazzante conflitto d’interessi tra Governo (leggi Maria Elena Boschi) e BancaEtruria? Perché niente sulle clamorose e goffe triangolazioni (svelate per primi da La Notizia) per pagare l’Air Force Renzi? Eppure sono solo alcuni episodi (gli ultimi, peraltro) di questi 24 mesi. Episodi che hanno inciso sulla realtà molto di più rispetto alle tante e retoriche strette di mano. Eppure, chissà perchè, questi episodi non sono menzionati. Ed ecco allora il punto. La legge cui obbedire è una soltanto: non nominare il nome di Matteo invano. Con una postilla: se possibile, realizzare video che lo compiacciano. Come in questo caso. Anche se sono una “renzata pazzesca”, come direbbe il buon Fantozzi.

BUFALE
Ma il nostro buon Matteo non si accontenta. E allora, a compimento di tutto questo lavoraccio, ha affiancato anche 24 slide-bufala. Prendiamo i dati sulla disoccupazione giovanile. “Ieri”, dice Palazzo Chigi, era al 43,6%, mentre oggi è al 37,9. Peccato però che Renzi mente sapendo di mentire, essendo un menzognero di professione. “Ieri”, infatti, era agosto 2014 e Renzi era già lì da 6 mesi. Peraltro anche il dato di “oggi” non è da festeggiare: in questi anni gli “inattivi” (chi non lavora e non cerca lavoro) tra i 15 e i 24 anni sono aumentati (il tasso è salito dal 72,9 al 74,1%). Insomma, video e slide racchiudono uno spot, pure mal riuscito. E la conclusione non può che essere, come in Fantozzi, i “92 minuti di applausi” dopo lo sfogo dell’ingegnere.

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