Spy story alla nordcoreana. Arrestata una donna accusata di aver avvelenato il fratello del dittatore Kim Jong-un

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La morte di Kim Chol, fratello del dittoatore della Nord Corea, Kim Jong-un, resta sempre più un mistero. L’uomo, secondo la ricostruzione della polizia, è stato avvelenato nell’aeroporto di Kuala Lumpur, in Malesia. Le responsabili del delitto sono considerate due donne, che secondo le voci circolate questa mattina erano state trovate morte. Ma le autorità malesi hanno smentito la notizia, annunciando di aver arrestato una persona sospettata. “Abbiamo arrestato una donna con documenti di viaggio vietnamiti, che la identificano come Doan Thi Huong, nata nel maggio 1998 a Nam Dinh, in Vietnam”, hanno riferiti gli investigatori.

La stampa ha spiegato come sono andati i fatti: il fratello di Kim Jong-un ha avvertito un malore prima di imbarcarsi sul volo che avrebbe dovuto portarlo a Macao. Le cure sono scattate immediatamente: Kim Chol faceva fatica a respirare e ha perso quindi i sensi, morendo in pochi minuti. Il veleno sarebbe arrivato nelle sue vie respiratorie attraverso uno spray. Ma ancora non è chiaro chi abbia compiuto questo gesto.