Internet quanto incide sulla nostra psiche? Ecco perchรฉ il tema spopola sulla stampa anglosassone

Uno dei temi piรน trendy sulla stampa anglosassone รจ quanto Internet incida ormai anche sulla nostra psiche.

Internet quanto incide sulla nostra psiche? Ecco perchรฉ il tema spopola sulla stampa anglosassone

Uno dei temi piรน trendy sulla stampa anglosassone รจ quanto Internet incida ormai anche sulla nostra psiche. Eโ€™ tutto unโ€™apparire di studi, ricerche, saggi che, sostanzialmente, vogliono metterci in guardia dalle distorsioni cognitive e comportamentali che puรฒ creare un uso abnorme della Rete.

Time magazine (la piรน importante rivista del mondo) in un numero di qualche mese fa ha realizzato una sua mega-inchiesta sui danni della Rete (meglio tardi che mai!) puntando il dito anche sulla malata dipendenza che puรฒ generare lโ€™eccesso di presenza sui social (Facebook, in particolare). Anche da noi questi temi non sono una novitร : non molto tempo fa infatti sono apparsi sulla stampa italiana articoli che hanno riportato brani di un interessantissimo studio realizzato da un gruppo di lavoro della scuola di psicologia dellโ€™Universitร  di Firenze.

Si รจ approfondita, attraverso esami incrociati su un campione di 535 studenti, la relazione tra โ€œil tratto narcisista e lโ€™uso di Internetโ€. Le conclusioni sono devastanti: selfie e followers stanno fomentando un narcisismo dilagante alimentato da uno โ€œsmodato culto della personalitร โ€. Una โ€œpersonalitร โ€ peraltro che non รจ quella reale ma รจ piuttosto una personalitร  modellata appositamente per la Rete, per la proiezione verso gli altri utenti del Web con atteggiamenti โ€œche sorprendano e facciano parlare in Reteโ€.

Quindi Internet non ci renderebbe solo piรน stupidi (come anche io ho scritto nel libro pubblicato nel 2015 da Class Editori) ma anche sempre piรน esibizionisti e disadattati. Ma รจ davvero cosรฌ? Non tutti sono dโ€™accordo, anzi negli Stati Uniti giร  da qualche tempo si sta esplorando un terreno nuovo e sorprendente per lโ€™utilizzo di quei terminali della Rete che sono gli Smartphones facendoli diventare addirittura uno strumento di psicoterapia.

Uno studio dellโ€™universitร  di Harvard suggerisce infatti la possibilitร  che attraverso delle specifiche app lo smartphone possa aiutare a contrastare alcuni comportamenti negativi che, in certi contesti, puรฒ assumere inconsciamente il cervello umano. รˆ, in particolare, il caso di coloro che soffrono di โ€œansietร  socialeโ€ una forma di forte e invalidante timidezza. Questi soggetti tendono inconsciamente ad individuare in un insieme di persone quelle che sembrano avere il viso piรน ostile e โ€œfissarsiโ€ su di essi ignorando tutti gli altri e restandone paralizzati.

Una delle applicazioni testate da Harvard- nel quadro di un approccio definito Cognitive Bias Modification CBM (modifica dei pregiudizi cognitivi) – fa apparire sul telefono, come in una sorta di gioco informatico, delle facce ostili insieme ad altre normali e, con un semplice meccanismo, abitua ad identificarle e scaricarle. Va ripetuta nel tempo e in ogni circostanza si voglia fino a farlo diventare โ€“ proprio come in un video-gioco โ€“ una sorta di comportamento โ€œautomaticoโ€ per la nostra mente. Gli studi sono solo agli inizi e tra gli addetti ai lavori si registrano grandi entusiasmi ma anche diffuse perplessitร .