Stato di emergenza obbligato. Conte in Parlamento per chiedere la proroga. La mossa del premier per evitare polemiche. A dare il via libera saranno le Camere

di Raffaella Malito
Politica

Era nell’aria e ieri è arrivata la conferma dal premier. Il governo andrà in Parlamento a chiedere la proroga dello stato di emergenza “ragionevolmente” fino al 31 gennaio. “In Consiglio dei ministri – ha detto Giuseppe Conte – abbiamo fatto un aggiornamento su questo punto. C’è stata una discussione e abbiamo convenuto che allo stato la situazione continua a essere critica, per quanto la curva del contagio sia sotto controllo. Si richiede la massima attenzione da parte dello Stato, delle sue articolazioni, della Protezione civile, dei commissari, dei presidenti delle Regioni e anche dei cittadini”.

E ai governatori manda un messaggio: “Dobbiamo lavorare in pieno coordinamento, non possiamo andare in ordine sparso”. I contagi in Italia sono tornati a crescere massicciamente e a preoccupare il Comitato tecnico scientifico è anche la curva dei contagi in Europa e, in particolare, nei paesi vicini all’Italia come Francia e Spagna. Di qui la decisione di estendere l’emergenza fino alla fine di gennaio, a un anno esatto dal primo provvedimento. Che era stato varato il 31 gennaio e prorogato poi lo scorso luglio fino al 15 ottobre.

Rispetto alle iniziali misure anti-Covid, tutte assunte dal governo attraverso Dpcm, l’ultima proroga è stata prima illustrata dal governo alle Camere e poi disposta attraverso un decreto legge. E anche ora si dovrebbe seguire questa via. Sarà il ministro della Salute Roberto Speranza, martedì prossimo, a illustrare al Parlamento la situazione attuale. Trattandosi di comunicazioni, potranno svolgersi votazioni su eventuali risoluzioni che saranno presentate. Dunque, saranno le Camere a dare il via libera (o meno) alla proroga dei “poteri speciali”.

“Io sono sempre per la linea della massima prudenza ma credo che sia corretto che ne discuta il Parlamento e che se ne parli nel governo perché in una grande democrazia si fa così”, ha detto Speranza. Secondo cui “dobbiamo resistere col coltello tra i denti in questi 7-8 mesi difficili”. Con tutta probabilità si tratterà di prorogare misure già in essere, ma non viene escluso che possano esserci novità. Una decisione necessaria, se non obbligata, in quanto senza lo stato di emergenza il governo sarebbe privo di uno strumento rapido per attuare misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid. A partire dai tanto contestati Dpcm.

Contro la decisione mugugna l’opposizione, che accusa il governo di un eccesso di autoreferenzialità. “Spero che non ci sia un nuovo lockdown perché sarebbe una mazzata per l’Italia pesantissima da recuperare. Penso che tutti stiano usando la prudenza. Mi auguro la si smetta con la paura e il terrore”, bofonchia il leader leghista Matteo Salvini.