Strage a Stoccolma, furgone sulla folla nel centro della città: quattro morti e dodici feriti. Arrestato l’attentatore. Sarebbe un uzbeko con simpatie jihadiste

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L’uomo arrestato sarebbe l’attentatore che ieri alla guida di un camion si è lanciato sulla folla a Stoccolma provocando quattro morti e 12 feriti. Lo ha reso noto la polizia della capitale svedese. “Pensiamo che sia l’attentatore”, ha detto il portavoce Lars Byström. Secondo vari mezzi di informazione, si tratta di un uzbeko di 39 anni, simpatizzante dello Stato islamico.

Ieri, poco prima delle 15 ore italiane, un camion ha investito passanti in una strada di Stoccolma. Il veicolo con una sola persona alla guida avrebbe investito la folla nella strada pedonale più frequentata del centro di Stoccolma, nei pressi di un grande magazzino all’incrocio con Drottningatan. La polizia svedese ha parlato immediatamente di morti e feriti e la zona è stata isolata dalle forze dell’ordine.

Il camion che si è lanciato sulla folla lungo la via pedonale Drottninggatan, nel centro di Stoccolma, provocando vittime, appartiene all’azienda produttrice di birra Spendrups, che ha fatto sapere che il veicolo le era stato rubato oggi. “Durante una consegna al ristorante Caliente qualcuno è saltato nella cabina del conducente ed è andato via mentre l’autista stava scaricando”, ha detto il direttore delle comunicazioni della ditta all’agenzia di stampa svedese TT. La polizia svedese intanto ha fermato un uomo, sospettato di aver a che fare con l’attentato avvenuto oggi a Stoccolma. Lo ha riferito il primo ministro svedese, Stefan Lofven, secondo quanto affermato da Expressen.

Ma non è tutto. La zona in cui il camion ha falciato la folla nel pieno centro di Stoccolma è la stessa che l’11 dicembre 2010 è stato teatro di un duplice attentato con autobomba, in quello che all’epoca era il primo attentato suicida nei paesi scandinavi. Quel giorno due veicoli esplosero, di cui il primo alle 16.48 all’incrocio tra Olof Palme Street e Drottninggatan, il secondo alle 17.00 all’incrocio tra la stessa Drottninggatan e Bryggargatan. Le auto erano state caricate con sei bombole di gas liquefatto, di cui solo una esplose provocando solo feriti ma la polizia valutò che se gli ordigni avessero funzionato pienamente l’effetto sarebbe stato simile alla strage compiuto dalla bomba posta al traguardo della maratona di Boston. Nei pressi di una delle due vetture venne trovato il corpo di un kamikaze, successivamente identificato come Taimour Abdulwahab al-Abdaly, un cittadino svedese nato in Iraq.