Stop alle cartelle. Il Parlamento si schiera contro Equitalia

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di Angelo Perfetti

L’ordine del giorno era stato presentato da M5S e chiedeva l’impegno del Governo a “sospendere
le cartelle esattoriali per le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, qualora la somma sia inferiore o pari al credito”. Ed è accaduto ciò che mai ci si sarebbe aspettati: il Governo si dice contrario, l’intero Parlamento si alza e vota a favore dei grillini. Se non è una rivoluzione, poco ci manca. E mentre prosegue la discussione sulla nuova forma elettorale sia per il Parlamento sia per il Presidente della Repubblica, Montecitorio propone uno scatto di reni e inizia a decidere, al di là degli steccati politici.
Saranno state le anticipazioni dell’analisi del Censis nella quale i politici vengono sonoramente bocciati dal popolo, sarà che la questione Equitalia è stata un cavallo di battaglia di più schieramenti, fatto sta che non solo l’emendamento è passato, ma l’intero decreto sulla Pubblica amministrazione ha trovato il via libera definitivo dell’Aula della Camera. Ora, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, diverrà legge.
La grande coalizione ha prodotto un primo risultato concreto, importante, ma si tratta pur sempre di un argomento sul quale nessuno ha mai alzato barricate. Vedremo se questa improvvisa armonia resisterà alla prova delle riforme costituzionali ed elettorali.

40 miliardi a disposizione
Il provvedimento punta a sbloccare circa 40 miliardi di euro per dare respiro a imprese, cooperative e professionisti e iniettare liquidità nell’economia. I 40 miliardi dovranno essere erogati nell’arco dei prossimi dodici mesi, accordando priorità ai crediti che i soggetti non hanno ceduto alle banche.
Tra le ultime misure inserite al Senato c’è la garanzia dello Stato a banche e altri intermediari finanziari, come la Cdp e la Bei, per agevolare la cessione dei “crediti maturati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione entro fine 2012”. Questa novità dovrebbe consentire di aprire la strada al rimborso dell’intero ammontare dei debiti arretrati della pubblica amministrazione chiudendo entro il 2014 la partita con i restanti 50 miliardi di euro di pagamenti dovuti alle imprese (secondo stime Bankitalia l’ammontare complessivo si aggira attorno a 91 miliardi di euro).

I punti principali

400 milioni di tagli ai fondi per le imprese. Le risorse servono a coprire tra l’altro lo stop al pagamento dell’Imu sugli immobili di proprietà dei comuni. Si tratta di una scelta ‘’del governo – spiega uno dei relatori, Giorgio Santini – con l’impegno a ripristinare le risorse nel 2014’’. Per quanto riguarda la scuola, a pagare gli oltre 550 milioni di euro che servono a copertura del dl nel 2014 sarà l’incremento Iva dovuto al pagamento delle nuove fatture mentre nel 2015 saranno i tagli lineari ai ministeri, con l’eccezione di scuola, università. Salvi anche l’Expo e i fondi per la cooperazione allo sviluppo.

Novità per i comuni
Importante novità per i comuni: l’allentamento del patto di stabilità. Ammorbidite anche le sanzioni per quegli enti locali che hanno sforato il patto di stabilità a causa del mancato pagamento dei debiti. Sarà possibile compensare crediti e debiti fino alla soglia di 700.000 euro. Con una modifica approvata alla Camera si prevede inoltre che siano interessati i ruoli emessi fino al 31 dicembre 2012. Spetterà alle amministrazioni identificare i soggetti che hanno diritto e gli importi da pagare. Se gli importi superano le disponibilità sarà seguito il criterio dell’anzianità del credito scaduto. Previste multe salate, fino a 100 euro al giorno, per i dirigenti che non rispettano la tabella di marcia. Via libera infine dal 2014 alla concessione della garanzia dello Stato per ‘’agevolare la cessione’’ dei crediti maturati nei confronti della Pubblica amministrazione.