Social vietati ai minori di 16 anni, la Gran Bretagna accelera e scatena il putiferio sul web

Il governo britannico valuta lo stop ai social per gli under 16 già nel 2026. Limiti d’età, IA e nuove regole online.

Social vietati ai minori di 16 anni, la Gran Bretagna accelera e scatena il putiferio sul web

Un ultimo clic e un ultimo scroll, poi nel Regno Unito calerà il sipario sul controverso rapporto tra minori e social network. A Londra e dintorni l’aria è cambiata e il rumore di fondo delle piattaforme social potrebbe abbassarsi di colpo, almeno per i più giovani. Secondo il Times, il governo inglese starebbe valutando lo stop all’uso dei social network per gli under 16 che potrebbe scattare già entro quest’anno.

Insomma non si tratterebbe di un’ipotesi lontana, ma di una possibilità concreta che corre sui binari della nuova legislazione digitale del governo Starmer.

Keir Starmer e i nuovi poteri lampo

Può sembrare un’inezia ma questo nuovo impulso a legiferare sulla vita digitale dei minori è diventata una priorità del governo laburista. Il primo ministro Keir Starmer, infatti, intende usare le leve previste dall’Online Safety Act per accelerare, anche di molto, l’iter legislativo così da imporre limiti d’età minimi per i social.

Ma non è tutto. Il governo di Londra intende anche imporre una stretta sulle funzioni più tossiche, a partire dallo scorrimento infinito dei post che viene governato dall’algoritmo con il preciso scopo di generare dipendenza e trattenere gli utilizzatori sulla pagina web o sull’app di turno. Tra le ipotesi al vaglio, sempre secondo il Times, ci sarebbe persino ipotesi nucleare – difficilmente praticabile – di imporre un “coprifuoco telefonico”.

IA, chatbot e contenuti illegali: il fronte invisibile

E non è tutto. Il governo britannico vuole tappare anche una falla legale che scricchiola ossia quella di obbligare anche i fornitori di chatbot basati sull’intelligenza artificiale a rispettare le regole sui contenuti illegali. Nessun lasciapassare e nessuna zona franca, chi sgarra, deve pagare.

Starmer lo ha detto senza girarci intorno: la Gran Bretagna vuole guidare questa rivoluzione sociale e ditigale, non inseguire. Il caso delle immagini shock di Grok — citato apertamente dal premier — è servito da avvertimento, convincendo il governo inglese ad agire.

Cosa significa concretamente per famiglie e ragazzi?

Il premier di fatto intende creare un sistema normativo più chiaro e netto per genitori e tutori, con meno ambiguità su cosa sia consentito e cosa no. Una rivoluzione che lo ha spinto a programmare, sempre secondo il Times, un giro di consultazioni sul benessere digitale dei minori che partirà già il mese prossimo e toccherà tutti i nervi scoperti, ossia l’uso dei chatbot IA da parte dei bambini, le VPN usate come sistema per aggirare le norme nazionali, e la possibile revisione dell’età del consenso digitale.

Insomma una cosa è certa, il governo britannico ha deciso di muoversi ora e non tra anni. E lo sta facendo ascoltando il grido di aiuto lanciato dalle famiglie dei ragazzi che chiedono azioni oggi e non in un futuro astratto.