Strage di via D’Amelio, 23 anni fa uccisi il giudice Borsellino e gli agenti della scorta. E sul caso Crocetta il figlio del magistrato a Mattarella: “Lucia ha portato la croce”

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Ventitré anni fa venivano ammazzati a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino con i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Oggi è il giorno del ricordo e alla cerimonia non ci sarà il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo le polemiche seguite alla pubblicazione dell’intercettazione tra lui e il suo medico che avrebbe detto “Lucia Borsellino va eliminata come suo padre”. E, intanto, ieri sull’operato dell’ex assessore Lucia Borsellino si è registrato il duro intervento di Manfredi Borsellino: “Da oltre un anno mia sorella Lucia era consapevole del clima di ostilità e delle offese subite solo per adempiere il suo dovere, in corsi e ricorsi drammatici che ricordano la storia di mio padre. Lucia ha portato una croce, e tanti lo possono testimoniare, fino al 30 giugno: voleva una sanità libera in Sicilia” – ha aggiunto Manfredi Borsellino, figlio del magistrato ucciso, rivolgendosi a Sergio Mattarella durante la cerimonia in ricordo delle vittime della Strage di via D’Amelio, “La lettera di dimissioni con cui mia sorella Lucia ha lasciato l’assessorato ha prodotto il silenzio sordo delle istituzioni, soprattutto regionali. Ma quella lettera dice tutto e andrebbe riletta”. Poi il Capo dello Stato si è alzato abbracciando Manfredi Borsellino.