Stretto di Hormuz, partito il blocco navale. Trump: “Elimineremo le navi che lo violano”

Nello Stretto di Hormuz è scattato il blocco navale voluto da Trump. Che torna a minacciare ma sostiene che l'Iran ora vuole un accordo.

Stretto di Hormuz, partito il blocco navale. Trump: “Elimineremo le navi che lo violano”

Il blocco navale dello Stretto di Hormuz, voluto da Donald Trump, è entrato in vigore dalle 16 (ora italiana) di oggi. Il blocco, aveva fatto sapere il Centcom, “sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani”.

Con l’entrata in vigore del blocco sono arrivate, subito, anche le consuete minacce del presidente Usa: “Se una qualsiasi delle navi veloci dovesse avvicinarsi anche solo lontanamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso metodo di eliminazione che impieghiamo contro gli spacciatori sulle imbarcazioni in mare: rapido e brutale”.

Parte il blocco navale di Trump nello Stretto di Hormuz

A condurre il blocco navale sarebbero presenti più di 15 navi americane, come scrive il Wall Street Journal. Un funzionario Usa che ha parlato con il giornale spiega che gli Stati Uniti possono contare, in Medio Oriente, su cacciatorpedinieri, lanciamissili e diverse unità da guerra.

L’operazione decisa da Trump viene criticata non solo dall’Ue, ma anche dall’Onu. Il capo dell’agenzia marittima delle Nazioni Unite, Arsenio Dominguez, lamenta come nessun Paese abbia il diritto legale di bloccare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. A disocciarsi dalla decisione di Trump è anche il premier britannico, Keir Starmer: “Il Regno Unito non sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump, siamo stati chiari sul fatto che non ci saremmo lasciati trascinare in questa guerra”.

Starmer chiede poi anche l’immediata cessazione dei bombardamenti israeliani sul Libano, definiti “sbagliati” e denunciando le “conseguenze umanitarie devastanti”, spingendo il Paese verso la “crisi”. Intanto, però, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è pronto a rimettere in discussione “in brevissimo tempo” anche il cessate il fuoco con l’Iran. Trump, invece, sostiene che dall’Iran è arrivata una chiamata perché vogliono “un accordo: siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo”.