Studente dell’Università di Bologna e attivista Lgbt arrestato in Egitto. Legali sospettano che sia stato picchiato e sottoposto a elettroshock

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Un attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, iscritto a un master dell’Università di Bologna, Patrick George Zaki, è stato arrestato all’aeroporto del Cairo nella notte tra giovedì e venerdì. Il ragazzo, secondo quanto riferisce Amnesty International, è un attivista per i diritti delle persone Lgbt ed era rientrato in Egitto per una visita alla sua famiglia che si trova a Mansoura. Zaki sarebbe stato accusato, ha riferito sempre Amnesty, di “diffusione di notizie false, incitazione a proteste, tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza”. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, segue con attenzione, attraverso l’ambasciata al Cairo, la vicenda. Zaki sarebbe in stato di detenzione di 15 giorni, l’inchiesta a suo carico risalirebbe al 23 settembre 2019 e il giovane. Secondo quanto è stato riferito dai legali dell’associazione Egyptian Initiative for Personal Rights, di cui il 27enne fa parte, nelle 24 ore che sono intercorse dall’arresto al Cairo al trasferimento in una struttura di detenzione a Mansoura, a 120 chilometri dalla capitale egiziana, “è stato picchiato, sottoposto a elettroshock, minacciato e interrogato su diverse questioni legate al suo lavoro e al suo attivismo”.

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