Il padre della ragazza di Campobello di Mazara ha accusato la figlia perché aveva paura. La diretta su Instagram durante lo stupro

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Ieri abbiamo parlato del caso della ragazza di Campobello di Mazara che ha denunciato una violenza di gruppo da parte di quattro persone. Il padre della ragazza, dopo la sua denuncia, si è presentato dai carabinieri per scagionare i quattro e accusare proprio la figlia. Ma, scrive oggi Repubblica, lo ha fatto perché aveva paura.

Il padre della ragazza di Campobello di Mazara ha accusato la figlia perché aveva paura

In più, racconta ancora il quotidiano, mentre due dei quattro stupravano la ragazza, gli altri due hanno pubblicato una diretta su Instagram. Secondo il racconto del quotidiano l’8 febbraio, il giorno dopo lo stupro, la vittima si è presentata in caserma per denunciare, accompagnata dal fratello. I quattro, invece, si sono presentati a casa della vittima. Uno del gruppo conosceva il
padre, lo hanno portato in caserma e lui ha detto al maresciallo: «Mia figlia si è inventata tutto, era ubriaca, questi sono dei bravi ragazzi». Una dichiarazione che il giudice Riccardo Alcamo ha voluto fissare all’inizio del provvedimento di arresto.

Il padre, convocato dai carabinieri, ha successivamente ammesso che i quattro avevano bussato a casa sua: «Hanno detto che mia figlia aveva bevuto e che i lividi se li era fatti quando loro  avevano tentato di rimetterla in auto». Non ha aggiunto altro, ma ha fatto capire di avere subito pressioni. Chi non ha avuto paura è invece sua figlia, la vittima dello stupro, che ha ribadito le
accuse davanti ai pm di Marsala anche quando uno dei carnefici gli scriveva su Instagram: «Noi siamo amici, che stai facendo? Ritratta».

La ragazza difende il padre

Ora, racconta ancora Repubblica, la ragazza a Mazara difende il padre: «Quando è andato dai carabinieri non sapeva bene i fatti», spiega in un messaggio su Facebook. «Io ero in ospedale, lui ha chiamato tutti per capire cos’era successo». È stata la madre della vittima a dire chiaramente ai carabinieri cosa c’è dietro questa storia: «Io ho paura, temo ripercussioni da parte di due ragazzi in particolare del gruppo, non hanno una buona fama. A Campobello  ci sono troppi atteggia menti mafiosi, bruciano macchine, ci sono persone poco istruite. Voglio andare via da questo paese».

Secondo la ricostruzione degli investigatori l’indomani è proprio la figlia che lo informa di avere ricevuto un messaggio da uno dei ragazzi coinvolti che la invita a ritirare la denuncia. La ragazza chiede consigli al padre che però la invita ad andare avanti. “Se ritira la denuncia gli altri potrebbero rivoltarsi contro di lei e denunciarla per calunnia”, mette a verbale il genitore.
Intanto sono stati fissati per lunedì gli interrogatori di garanzia dei quattro ragazzi, tutti di età compresa fra i 20 e i 24 anni, arrestati con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della diciottenne di Campobello di Mazara; due di loro sono in carcere altri due ai domiciliari.