Sui social impazza la Marino-mania. La caricatura del sindaco, tra gaffe e fotomontaggi. Come turista per sempre e l’imbucato è davvero il primo cittadino

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DI MARCO CASTORO

Una cosa è sicura: Roma non ha mai avuto un sindaco come Ignazio Marino. Il diretto interessato e i suoi fan potranno prendere la notizia come un complimento, perché il primo cittadino ha contribuito – così sostiene lui – a scoperchiare la Roma marcia e corrotta degli appalti, delle tangenti e di Mafia Capitale. I suoi contestatori – mai un sindaco a Roma ne ha collezionati così tanti – potranno ribattere che si è toccato il fondo. Sta di fatto che Marino viene contestato da destra e da sinistra. Dagli automobilisti e dai centauri. Dai romanisti e dai laziali. Dagli operatori ecologici e dai tranvieri. Dai ristoratori e dai consumatori. In pratica ha fatto arrabbiare tutti. Perfino i prelati che dopo l’episodio che ha visto protagonista il Papa hanno perso lo spirito cristiano del perdono per bacchettare il sindaco da ogni pulpito. Non ultime le colonne di Avvenire, il giornale dei vescovi. Per non parlare dei social network. Marino è diventato una specie di caricatura. I fotomontaggi con la sua testa ovunque hanno invaso il web. Nelle locandine dei film più famosi, in compagnia del Papa, nei panni del netturbino o vestito da rom: compare dappertutto. Con tanto di battute, come se il sindaco fosse un fumetto. Tanto che uno dei suoi maggiori oppositori, Alfio Marchini, è arrivato a dire in un’intervista al Tg5: «Marino ormai è avanspettacolo. È il protagonista di una commedia tragica che sta umiliando i romani e la Capitale d’Italia».

L’IRONIA SOTTILE
Ma spesso è lo stesso Marino che tenta di fare dell’ironia che poi si trasforma in un effetto boomerang. Perché non si fa capire. Il suo sorrisetto diventa sarcastico. Affermare che il Papa non avrebbe dovuto rispondere alla domanda sull’invito a Philadelphia ha scatenato un putiferio di reazioni nel mondo cattolico. A cominciare dall’Avvenire: «Marino pensi a ciò che deve (o non deve) dire e fare lui». Un’altra battuta infelice è stata quella di definire il prefetto Gabrielli la sua badante. Il vicesindaco di Roma, Marco Causi, ha provato a difenderlo intervenendo in diretta a Radio Anch’io: «Ogni tanto se vuole fare ironia deve far capire bene come vuole farla. Perché non gli riesce bene. La badante? La sua intenzione era quella di alleggerire la discussione». Eppure la sua ironia sottile ma poco comprensibile fa ridere i comici. Perché il sindaco è diventato il personaggio più imitato del momento. Le sue battute fuori luogo, le sue pause sono il cavallo di battaglia di Maurizio Crozza e di Dario Ballantini, al punto che Crozza nel paese delle meraviglie e Striscia la Notizia hanno deciso di inserire l’imitazione di Marino tra i momenti clou del programma.

L’IMBUCATO
L’episodio che ha scatenato la fantasia e la goliardia del popolo social è stata la vicenda della presenza di Marino negli Usa durante la visita del Papa. Una volta che Francesco ha dichiarato di non averlo invitato, né lui né gli organizzatori, con un bel “Chiaro, no!” a chiudere il discorso, gli spiriti liberi del web si sono esaltati. E la creatività si è sprigionata. Tra i profili più attivi, quelli che di recente sono spuntati come funghi, parafrasando il nome del sindaco, ci sono Gruppo Ignazzzio (con tre zeta), Ignaro Marino e altri. Molto apprezzato il post sul Pinocchio al posto del Marc’Aurelio davanti al Campidoglio. Molto divertente anche la partecipazione matrimoniale della coppia di sposi, che invita amici e parenti al banchetto nunziale, concludendo la frase con “Ignazio, tu no”. Il sindaco Marino, nonostante i tantissimi denigratori, può vantare un buon seguito di fedelissimi sui social: 223 mila follower su Twitter e oltre 128 mila like su Facebook. E soprattutto una elevata autostima, tanto alta che gli fa lanciare un’altra sfida che scatenerà un ulteriore putiferio: il 6 novembre tornerà a New York. Tra le tante promesse fatte, a soli 67 giorni dal Giubileo, c’è quella che suona come un campanello di allarme. Anche per il Pd di Renzi, il partito che l’ha scelto per il Campidoglio. Marino ha detto che si presenterà alle prossime elezioni con una lista vicina al centrosinistra, quindi non con il Pd, anche perché Renzi non lo candiderebbe di sicuro una seconda volta. Ma per Marino, semmai, il problema è un altro: dove prendere i voti, visto che la stragrande maggioranza dei romani si augura che in America ci resti definitivamente.

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