Sul caso Consip l’ex ministro Lotti fa scena muta. Il dem nega di aver spifferato l’indagine sull’azienda all’ex ad Marroni

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Se qualcuno si aspettava dichiarazioni bomba di Luca Lotti sul caso Consip, resterà deluso. Già perché ieri l’ex ministro dello Sport renziano, sul cui capo pende l’accusa di favoreggiamento perché avrebbe rivelato l’esistenza di un’inchiesta sulla Centrale acquisti della pubblica amministrazione al suo ad Luigi Marroni, è stato sentito dal gup di Roma Clementina Forleo. Dichiarazioni spontanee, come richiesto dal dem nelle settimane scorse, che sembravano il preludio a rivelazioni scottanti ma che a conti fatti si sono risolte con la semplice ripetizione di quanto aveva già detto in passato per difendersi dalle accuse. “Non potevo riferire a Marroni ciò che non sapevo ed escludo categoricamente di aver parlato con lui dell’inchiesta” ha spiegato ieri durante l’udienza preliminare.

SCANDALO PALAMARA. All’uscita del tribunale di Roma, l’ex fedelissimo di Matteo Renzi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’inchiesta, in cui il politico non è indagato, che sta travolgendo il Csm. Incontri notturni tra politici, Lotti incluso, consiglieri e il pm Luca Palamara, in cui si tentava di incidere sulle nomine nei maggiori uffici giudiziari d’Italia. “Non mettevo bocca sulle nomine nelle Procure” e comunque conclude il dem: “Ho già smentito nei giorni scorsi le ricostruzioni lette su questa vicenda: l’ho già detto e scritto in maniera chiara con due post su Facebook”.

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