Sulla Libia successo di Di Maio. L’Italia torna nell’Europa che conta. Parla Ferrara (M5S): “Finita l’era della propaganda. Disarmare le parti cruciale per il processo di pace”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“E’ obiettivamente un risultato molto importante ottenuto da questo Governo e dalla nostra diplomazia, perché testimonia che l’Italia torna protagonista e non è più emarginata come accaduto a volte in passato a causa di un clima di tensione alimentato da ex ministri a cui non interessava risolvere i problemi ma solo fare propaganda”. Così il capogruppo M5S in commissione Esteri del Senato, Gianluca Ferrara, commenta l’invito della Germania all’Italia ad entrare nel Formato E3 per la soluzione della crisi libica.

L’invito rivolto a Roma da Berlino è la prova che il tema degli sbarchi non è più percepito come un problema solo italiano ma, innanzitutto, europeo?
“I nostri alleati europei hanno sempre saputo che sui dossier Libia e immigrazione non si può fare a meno dell’Italia, ma ora ne traggono anche le dovute conseguenze, grazie a una nostra politica concreta e costruttiva molto diversa da quella urlata di Salvini”.

Il Consiglio Affari esteri Ue ha archiviato la missione Sophia esprimendosi a favore di una nuova missione per bloccare l’ingresso di armi in Libia. Un successo per l’Italia?
“Un successo enorme per l’Italia e per Di Maio che da settimane andava ripetendo che per la Libia serve una nuova missione di monitoraggio dell’embargo che non abbia nulla a che fare con la vecchia missione Sophia che, non solo per il suo mandato ma anche solo nel nome, rischiava di alimentare nuovi flussi per l’inevitabile fattore di attrazione. Le navi della nuova missione incroceranno davanti alla Cirenaica intercettando per tempo tutti cargo che arrivano da est – nessuno proviene da nord e da ovest, senza esercitare un pull-factor rispetto alle partenze che continuano a verificarsi dalla Tripolitania. E se dovessero mai innescarsi partenze dalla Cirenaica, la missione sarà interrotta. Il focus sarà tutto sul controllo dello spazio marittimo, aereo e terrestre, che sarà garantito H24 da satelliti e droni”.

Sul tavolo del Governo è arrivato il dossier dei dl sicurezza. Basta recepire i rilievi formulati dal Colle o vanno cancellati?
“Siamo sempre stati d’accordo a recepire le modifiche suggerite da Mattarella. E’ giusto e sacrosanto che l’Italia abbia il pieno controllo dell’accesso marittimo alle sue coste e pretenda dalle navi delle Ong il rispetto della legge italiana. Ma l’accanimento punitivo con multe esorbitanti e sequestri immediati non ha alcun senso giuridico: le sanzioni pecuniarie devono essere proporzionate e il fermo amministrativo deve scattare solo per i recidivi”.

Cos’è cambiato nella gestione dei flussi migratori con il passaggio dal Governo gialloverde a quello giallorosso? A sentire Salvini e la Lega c’è stato un nuovo incremento degli sbarchi…
“Le partenze sono aumentate perché c’è la guerra in Libia e perché Tunisia e Algeria hanno attraversato una fase di forte instabilità politica ed economica. Se volgiamo parlare di cose serie, invece che di propaganda, bisogna guardare ai risultati concreti ottenuti da questo governo sui ricollocamenti nell’Ue, decuplicati rispetto all’era Salvini, sui rimpatri nei Paesi d’origine, aumentai del 15% e – importantissimo – il tassi di mortalità in mare dei migranti, che con Salvini era schizzato dal 2 al 7% e che ora è poco superiore all’1%”.