Sulle banche bluffare non funziona

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Non si può dire che al nostro premier manchi l’ottimismo. Dalle grandi riforme – dovevano essere una al mese – all’apertura di cantieri attesi da decenni, il capo del Governo ha sempre una soluzione definitiva per ogni cosa. Gufo chi non ci crede. Così venerdì scorso Renzi aveva alzato più in alto l’asticella, assicurando che il decretino appena varato sulle banche avrebbe risolto tutti i problemi del settore. Peccato che ieri quei gufacci dei mercati abbiano dimostrato di non crederci, affondando la quotazione della Popolare di Vicenza e a cascata i titoli di tutto il settore finanziario a Piazza Affari. Se una buona parlantina riesce ancora ad abbindolare un bel po’ di italiani, i mercati sono molto più concreti e alla fragilità delle misure in campo hanno risposto prendendo il largo. Dimostrando che la via italiana alla sistemazione degli istituti di credito da sola non basta. Mentre la freddezza della Bce persino sul Fondo di garanzia Atlante promette pure peggio. Nuovi squilli di tromba di una battaglia tra Renzi e Draghi che già si annuncia epica. Dopo Orazi e Curiazi, Montecchi e Capuleti, D’Alema e Veltroni, prepariamoci pure a questa.