Sulle Riforme vince Renzi. Ma la vera guerra sarà su Manovra e unioni civili

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Ormai è chiaro, governo e maggioranza puntano a “blindare” l’intesa sulle riforme. E intendono farlo in nome e per conto di una logica chiara e definita: inchiodare la minoranza dem,  e quella parte dell’opposizione che pensa di essere davvero tale, sul fronte del Senato. In questo modo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, potrà concentrarsi con maggior calma su tutti gli altri temi sul tavolo, a partire della questione delle unioni civili, che in molti considerano già il prossimo terreno di scontro e di confronto.  Anche perché la legge che verrà fuori sarà comunque il frutto di un compromesso al ribasso, sostengono alcuni esponenti del Pd, che lascerà l’Italia in ultima posizione rispetto al carro europeo., In buona sostanza c’è chi va sostenendo, e non solo a sinistra, che il dibattito sulla riforma del Senato sia solo lirica, mentre la vera prosa sarebbero i temi economici della prossima  legge di Stabilità. Per arrivare al vero compito in classe, rappresentato dall’estensione dei diritti civili alle coppie dello stesso sesso.  E così gli emendamenti, a cui stanno hanno lavorato governo e maggioranza per tutta la notte, che saranno presentati entro il termine ultimo già stabilito dalla conferenza dei capigruppo del Senato, e cioè entro questa mattina alle 9, sono solo le armi scariche di una guerra già combattuta . In principio, infatti, le modifiche dovevano essere presentate Aula. Gli emendamenti, viene spiegato da fonti di maggioranza, saranno quindi frutto dell’intesa con la minoranza Pd e tra le forze che sostengono il governo e depositarli questa mattina, e non farlo fare successivamente dal governo in Aula (possibilità consentita anche al relatore, ma in questo caso non e’ stato dato mandato a nessun relatore essendo stata bypassata la commissione) serve per “blindare” l’accordo eventualmente raggiunto e quindi l’iter stesso del ddl riforme. Insomma, l’alchimia della politica  che governa il processo delle riforme, e non la politica che gestisce cavilli e cavalli di Troia. Gli emendamenti, viene ancora spiegato, riguarderanno non solo il “nodo” delle modalità di elezione dei futuri senatori, ma anche le funzioni del Senato  e alcuni punti relativi al Titolo V. Tutta scena, tutta lirica insomma. Ed è questo, forse, l’elemento più preoccupante dell’intera storia. La quale, al netto della soluzione finale, è servita alla minoranza dem per certificare la propria esistenza in vita e al presidente del Senato a riaffermare il proprio ruolo, messo in discussione con una evidente caduta di stile dal premier. Sarà pure un caso, ma se Pietro Grasso ha sentito la necessità di rimarcare a suoi collaboratori la necessità di  “alzare il livello della discussione”, visto che la modifica della Costituzione non deve essere uno strumento per “la bassa politica”, significa che non tutti sono disposti ad accettare compressi e mercato delle vacche . E per la seconda carica dello Stato la durata nel tempo e il ruolo di argine al potere sono due punti che contraddistinguono la Carta.  Insomma, giocate pure su quello che volete, ma rispettare le regole…

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