Super Green Pass al bar e nei musei. Non si balla fino al 31 gennaio. Bocciata la proposta del ministro Brunetta di estendere l’obbligo vaccinale ai dipendenti pubblici

Green Pass Speranza
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Il premier non aveva escluso di estendere l’obbligo vaccinale ad altre categorie di lavoratori. Ma la proposta caldeggiata dai ministri Brunetta (Pa) e Speranza (Salute) di introdurre l’obbligo di vaccino per tutti i dipendenti della Pa non passa nel decreto su nuove misure anti-Covid approvato ieri. A puntare i piedi i ministri leghisti ma anche quelli del M5S. Arriva ad ogni modo sotto l’albero di Natale la stretta per arginare il virus che ha ripreso a correre (qui il focusqui il video della conferenza stampa).

Niente feste in piazza e discoteche chiuse fino al 31 gennaio, niente più caffè al bancone per i non vaccinati, mascherine Ffp2 obbligatorie per bus e metropolitane, andare allo stadio o al cinema. Per le Rsa “che hanno rappresentato un punto di grande sofferenza e pagato un prezzo enorme”, dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, l’accesso è consentito con Super Green pass (ciclo completo più booster) o con due dosi (o una dose per i vaccini monodose) e un tampone.

Fino alla conclusione dello stato di emergenza, previsto al momento per il 31 marzo, potranno prendere il caffè o mangiare al bancone solo i vaccinati e i guariti: il decreto prevede infatti l’obbligo del Super Green Pass anche per i servizi di “ristorazione al banco”. Ma il pass rafforzato è esteso anche a musei e luoghi di cultura, a piscine, palestre e sport di squadra, ai centri benessere e ai centri termali, ai centri culturali, sociali e ricreativi, alle sale gioco, sale bingo e casinò.

E anche il Vaticano prova a blindarsi, mettendo l’obbligo del pass rafforzato per chi lavora nello Stato pontificio, per chi accede ai servizi e per i visitatori. Esclusi solo i fedeli che vanno a messa. Arriva l’obbligo di utilizzo anche all’aperto in tutto il paese fino al 31 gennaio le mascherine. Non solo. Il Cdm ha deciso di estendere l’obbligo delle Ffp2 fino alla fine dello stato d’emergenza per cinema, teatri, stadi, palazzetti e mezzi di trasporto compresi bus e metro. In tutti questi luoghi, inoltre, è vietato il consumo di cibi e bevande.

Nel decreto non c’è invece un intervento per calmierare i prezzi delle FFp2, come era stato chiesto da Forza Italia e Italia Viva. Il governo ha poi deciso di rafforzare i controlli alle frontiere: verranno fatti in aeroporti, porti, stazioni e valichi terrestri dei test antigenici o molecolari a campione su chi entra in Italia. In caso di positività, si dovrà andare in isolamento per 10 giorni, se necessario anche nei Covid Hotel.

LA MUSICA È FINITA. Il decreto prevede innanzitutto lo stop a tutti gli eventi e le feste previste in piazza e i concerti all’aperto fino al 31 gennaio in tutta Italia per evitare assembramenti. Chiuse anche le discoteche e i locali da ballo: una scelta che è stata fatta durante il Consiglio dei ministri perché nella bozza era previsto che chi volesse andare ad una festa in un locale o a ballare in discoteca dovesse aver fatto il booster o avere un tampone negativo se ancora in attesa della terza dose. Una scelta che ha provocato l’ira dei gestori. “Governo delittuoso, siamo distrutti”, dicono.

Altro intervento condiviso e suggerito dagli scienziati era la riduzione della durata del Pass. Dal primo febbraio varrà 6 mesi dal momento che è appurato che la protezione dei vaccini cala fortemente dopo 180 giorni. La misura scatterà dunque tra 40 giorni proprio per dare tempo a tutti coloro che non l’hanno ancora fatta di ricevere la terza dose. Con un’ordinanza del ministero della Salute verrà inoltre anticipata ulteriormente la possibilità di fare il booster: da 5 a 4 mesi.

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