Taglio del cuneo fiscale 2022: di quanto aumenterebbe la busta paga?

Taglio del cuneo fiscale 2022
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Taglio del cuneo fiscale 2022: novità per quanto riguarda gli stipendi di molti italiani. Sarà fondamentale trovare un accordo per dare un aiuto concreto alle famiglia di molti italiani.

Taglio del cuneo fiscale 2022

Nel 2022 ecco al centro dell’attenzione politica anche il cosiddetto taglio del cuneo fiscale: la differenza tra l’onere del costo del lavoro sostenuto dall’impresa e la retribuzione netta percepita dal lavoratore.

Il Governo Draghi ha previsto  circa 700-800 milioni, che servirebbero a raddoppiare nel secondo semestre di quest’anno il taglio dei contributi per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro. All’Assemblea 2022 di Unindustria il presidente della Confederazione, Carlo Bonomi, ha proposto di “mettere più soldi nelle tasche degli italiani” .

Quanto aumenterebbe la busta paga?

Sempre secondo il presidente Bonomi ci sarebbero così più soldi per gli italiani:  “La strada non è quella della detassazione degli aumenti dei salari. Con l’aumento dei costi delle materie prima nelle aziende non c’è più spazio per gli aumenti salariali”.

La cifra esatta dovrebbe variare in base al reddito ma Bonomi fornisce qualche indicazioni in più: “1.223 euro, una mensilità aggiuntiva per tutti e per tutta l’attività lavorativa”.  Secondo i calcoli e le simulazioni fatte da Confindustria, con 20mila euro di retribuzione annua lorda il cuneo contributivo si ridurrebbe complessivamente di 1.048 euro: 699 di risparmi per il lavoratore (di cui 160 già scontati per quest’anno con la mini-decontribuzione) e 349 per il datore di lavoro.

Mentre per chi invece guadagna 30mila euro lordi l’anno, secondo Il Corriere, “il cuneo contributivo si ridurrebbe complessivamente di 1.573 euro. Il risparmio per il dipendente sarebbe di 1.048 euro (di cui 240 euro già scontati per quest’anno con la mini-decontribuzione)”.

Leggi anche: Quota 41 per tutti dal 2023, la riforma delle pensioni allo studio del Governo: requisiti e penalizzazioni