I talebani non hanno un soldo. Mosca chiede agli Usa di finanziarli. La proposta del plenipotenziario di Putin a Kabul. Intanto slitta ancora la convocazione del G20

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Da una parte l’Italia che insiste perché sul dossier Afghanistan vengano coinvolte anche Russia e Cina (leggi l’articolo), dall’altra Mosca che continua ad alzare la posta con gli Usa e chiede la convocazione di una “conferenza internazionale”, che veda la partecipazione “dei Paesi i cui eserciti sono stati di stanza lì per 20 anni e hanno fatto quello che vediamo oggi”.

Secondo il rappresentante presidenziale russo per l’Afghanistan Zamir Kabulov, “è un punto d’onore e di coscienza correggere almeno alcuni degli errori fatti”. La Russia chiede di sbloccare le riserve monetarie: “È necessario – ha spiegato Kabulov – sbloccare i beni del governo afghano negli Stati Uniti” per dare il via alla ripresa economica dell’Afghanistan. “Questo non deve essere fatto per trasferire il denaro ai talebani, in nessun caso. Il denaro è necessario per sostenere il tasso di cambio della moneta nazionale, che è crollato”, ha spiegato Kabulov.

RICERCA DEL DIALOGO. In secondo luogo, “sarà necessario convocare una conferenza internazionale rappresentativa. Questa è una priorità sia della Russia che di molti altri Stati”. Per esempio, l’Italia. L’Afghanistan “non può diventare nuovamente un terreno fertile per il terrorismo e una minaccia alla sicurezza internazionale. A questo proposito, dobbiamo lavorare con tutte le parti che condividono questa stessa preoccupazione, a partire dai Paesi della regione e includendo Russia e Cina”, ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio durante il vertice ministeriale straordinario G7-Ue-Nato (leggi l’articolo).

Un vertice in cui ha tenuto banco la paura di nuovi attentati. E il dossier rifugiati. La minaccia terroristica in Afghanistan è concreta e deve essere affrontata, ha sottolineato Di Maio. La minaccia terrorista può riemergere e quindi gli alleati devono essere pronti a continuare la lotta ai gruppi terroristi: è stato l’invito del Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Ma sul tavolo del vertice con forza si è imposta la nuova emergenza umanitaria che bussa alle porte.

RISCHIANO IN 200MILA. I civili afghani che a vario titolo hanno collaborato con gli Usa e gli alleati e che non ce la faranno a prendere gli ultimi voli, si calcola, saranno almeno 200 mila con il timore per loro di rappresaglie da parte dei mullah. E l’Unhcr, ha detto, che da qui a fine anno mezzo milione di persone potrebbe tentare di lasciare il Paese. Un’emergenza umanitaria che la comunità internazionale punta adesso ad affrontare.

Da qui l’appello di Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, affinché le frontiere rimangano aperte e più Paesi condividano “questa responsabilità umanitaria” assieme a Iran e Pakistan, che ospitano già 2,2 milioni di afghani. “Gli Stati membri devono onorare i loro obblighi in materia d’accoglienza di chi fugge dall’orrenda situazione in Afghanistan”, ha aggiunto Dunja Mijatovic, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa.

LA RISOLUZIONE. Intanto il consiglio di sicurezza Onu ha approvato una risoluzione (ma Russia e Cina si sono astenute irritando Washington) in cui si chiede la protezione dei civili e dell’aeroporto di Kabul. Nel testo non è menzionata la “zona di sicurezza”, di cui aveva parlato il presidente francese Emmanuel Macron. Si riafferma invece l’importanza di sostenere i diritti umani e rafforzare gli sforzi e consentire un’uscita “sicura” dal Paese e permettere un accesso senza ostacoli al personale delle Nazioni Unite.

Leggi anche: G7-Ue-Nato, Di Maio: “L’Afghanistan non può diventare nuovamente terreno fertile per il terrorismo e una minaccia per la sicurezza internazionale”.