Tante fiere per pochi lettori. Franceschini chiede un unico Salone del libro tra Torino e Milano

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Troppe fiere in un mercato in affanno. Lo sdoppiamento del Salone del libro tra Torino e Milano preoccupa anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Il problema è nato dalla rottura tra l’Associazione italiana editori e la Fondazione di Torino.

“Rischiamo una colossale figuraccia internazionale”, ha affermato Franceschini a La Repubblica. Il solo modo per uscirne è creare un unico grande Salone, da tenersi contemporaneamente a Milano e Torino. E chi dirà di no, senza avanzare proposte alternative, se ne assumerà la responsabilità, ha aggiunto. Il ragionamento verte su una domanda: “Che figura ci facciamo rispetto alla Fiera di Francoforte o alla Fiera di Londra? Noi avevamo un Salone certo più piccolo ma che da trent’anni gode di buona fama in Europa. Un brand nazionale riconosciuto che ora improvvisamente viene indebolito dalla nascita di un’altra fiera, fissata solo quattro settimane prima e a centocinquanta chilometri di distanza”. E in questa ottica internazionale, Franceschini ha rilevato: “Se da fuori ci guardano cosa vedono? Un mercato piccolo, fragile, incredibilmente diviso tra due saloncini in competizione tra loro”.

E il ministrao ha già messo sul tavolo la questione dei trasporti: “Ci sono già diciassette treni Frecciarossa tra la fiera di Rho e la stazione di Porta Susa che potrebbero allungare di pochi minuti la corsa fino alla fermata del Lingotto. In tutto trentasette minuti, ossia il tempo che si impiega per andare da una parte all’altra di una fiera. Il collegamento tra Milano e Torino potrebbe diventare una parte dello stesso evento. E si studia la soluzione di un biglietto integrato che valga per il treno e l’ingresso al Salone”

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