Tassi mutui in aumento: perché crescono e quali sono le future previsioni

Tassi mutui in aumento
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Tassi mutui in aumento: non arrivano buone notizie per chi nel 2022 ha intenzione di accendere un mutuo per comprare casa. Le previsioni attuali e future non sono delle migliori.

Tassi mutui in aumento: perché crescono

L’Irs( il parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso) ha subito diversi cambiamenti non regolari negli ultimi mesi. Dalla fine del 2021, l’indice a vent’anni è passato dallo 0,30% a più dell’1% nel mese di febbraio, per poi ridiscendere allo 0,86% dopo l’inizio del conflitto armato in Ucraina. Nel mese di marzo si è registrato invece 1,13% per i 20 anni. Dunque, nel 2022 l’inflazione è aumentata molto, influendo sugli indici Euribor e Irs, quelli di riferimento per i tassi di interesse sui mutui a tasso variabile e fisso.

L’aumento della rata si calcola, a seconda del rapporto tra mutuo e valore della casa (il cosiddetto Ltv), tra l’11% e il 14%. Il problema non è solo per chi compra ma anche per chi vende la casa. L’aumento dei tassi si deve sicuramente anche e soprattutto alla situazione in Ucraina.

Quali sono le future previsioni

Il parametro di riferimento, l’Eurirs a 20 anni, è arrivato vicino a quasi il 2% lunedì 9 maggio per poi ripiegare a 1,9 il giorno successivo. Il trentennale costa ora circa tre decimi in meno ma le banche, sui mutui di lunga durata, che sono ovviamente più rischiosi, caricano uno spread più alto. In questo modo i finanziamenti a 30 anni anche nei migliori casi hanno un tasso effettivo che arriva al 2,5%.

In quest’ultimo periodo, gli istituti di credito potrebbero diventare più selettivi nella concessione dei mutui concentrandosi fortemente sulla capacità del debitore di restituire il prestito. I tassi di interesse fissi sui prestiti erogati a marzo alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) hanno raggiunto il 2,01%.

 

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