Tav, Salvini pensa a un referendum: “Aspettiamo l’analisi costi-benefici, ma si possono ascoltare i cittadini. Io tifo sì”. Chiamparino: “Non sia un alibi”

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“Aspettiamo il rapporto costi e benefici, ma se non si arrivasse a una decisione, chiedere ai cittadini cosa ne pensano penso che può essere una strada”. E’ quanto ha detto il vicepremier Matteo Salvini in merito al Tav avanzando anche l’ipotesi di un possibile referendum. “L’unica cosa che non può succedere – ha aggiunto Salvini è che si vada avanti ancora per settimane o per mesi a discutere. L’importante è avere dei sì o dei no. Io tifo sì. Se i tecnici ci dicessero no o forse, si possono ascoltare i cittadini”.

Critico, su questa ipotesi, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Il referendum sulla Tav – ha detto il governatore – non sia un alibi da parte del governo per non assumersi la responsabilità di decidere, scaricando sui tecnici la scelta e allungando i tempi. Decidano in tempi brevi, e se sarà no io per primo chiederò al Consiglio regionale di indire un referendum. Poi, se si vuole, potrà essere esteso ad altre regioni”.

Una raccolta di firme, per sostenere un referendum sulla Tav, è già in corso. “Oltre 3.000 sono le firme già raccolte da Fratelli d’Italia per il referendum sulla Tav – ha detto la deputata di FdI Augusta Montaruli -, ci auspichiamo che gli amici della Lega da oggi, in accordo con le parole di Salvini, sostengano attivamente l’iniziativa riempiendo i moduli necessari che provvederemo a fargli avere. Siamo contenti che Salvini si sia ricreduto sul referendum. Ora, come da lui asserito, si passi dalle parole ai fatti: si raccolgano le firme per dare la parola ai Torinesi su quest’ importante opera”.

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