Tavecchio getta la spugna e si dimette: “Ambizioni e sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni del risultato”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Una settimana dopo la débâcle azzurra e 5 giorni dopo giorni dopo l’esonero di Gian Piero Ventura, Carlo Tavecchio si è dimesso.

Il presidente della Federcalcio ha rassegnato le dimissioni nel corso del Consiglio Federale convocato questa mattina a Roma. “Ambizioni e sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato”, ha detto Tavecchio ai consiglieri della Figc secondo quanto riportato dall’Ansa. “Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni voi: nonostante il documento che mi hanno richiesto e condiviso, non sono disposti nemmeno a discuterlo”, ha poi aggiunto. “Le dichiarazioni che si sono susseguite nelle ultime due ore hanno impedito alle due Leghe maggiori di partecipare un dibattito che investe anche loro”. A conclusione di queste considerazioni, Tavecchio ha chiesto “le dimissioni di tutto il consiglio, me per primo”.

Entro tre mesi saranno indette nuove elezioni in Figc. Lo stesso Tavecchio ha detto che “avrebbe indetto le elezioni entro i termini previsti”. Resterà quindi lui reggente fino alle prossime elezioni. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, fra i primi a chiedere il passo indietro di Tavecchio, ha deciso di convocare per mercoledì pomeriggio la Giunta del Coni.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA