Tele-tribuni in cerca di poltrone. Ecco perché Giletti, Sgarbi, Porro & C. sparano sul governo. La faziosità ripagata con le candidature

di Giuseppe Vatinno
Politica
VITTORIO SGARBI

Tutti parlano di Roma come città ingestibile, impossibile da governare, foriera di catastrofi politiche e via cantando. Purtuttavia le elezioni a sindaco di Roma interessano molti personaggi noti, cosa che non accadrebbe se il “teorema della ingovernabilità” fosse vero. E la lista dei contendenti vip si allunga ogni giorno di più. Vittorio Sgarbi si candida per il centrodestra a sindaco al grido: “Musei gratis, ingresso alle 10 nelle scuole ed eliminazione di tutte le forme repressive verso il cittadino per fare cassa, come gli autovelox”. Ci manca solo la promessa della scarpa sinistra di partenopea memoria e siamo a posto.

Altri rumors riguardano Massimo Giletti, conduttore di Non è l’Arena su La7, sempre per il centrodestra. Il giornalista televisivo in scadenza di contratto non si propone come Sgarbi ma neppure smentisce troppo e dice: “Io candidato a sindaco di Roma? Prima ero candidato a Torino, prossima settimana scopriremo Napoli”. Un modo furbetto per dire e non dire e magari rafforzarsi, appunto, lato contratto. Ma la lista, come detto, si fa sempre più affollata di giorno in giorno. Un altro nome che gira è quello del giornalista Nicola Porro (Rete 4) che Fratelli d’Italia voleva candidare in Puglia, anche se lui, vezzosamente, dice e non dice, un po’ smentisce e un po’ gigioneggia cantarellando: “Mi si nota di più se mi candido oppure no?” e non avrebbe tutti i torti visto l’affollamento nel centrodestra di volti noti.

Sempre restando in questa coalizione politica abbiamo poi il direttore del Tg 2 Gennaro Sangiuliano che Repubblica dava per possibile candidato, con sponsor addirittura il leader della Lega Matteo Salvini in persona, ma lui ha prontamente smentito: “Sono un giornalista, mestiere che amo, appartengo al servizio pubblico e cerco di onorarne i valori” e da chi lo conosce bene spunta l’indiscrezione che se dovesse lasciare la direzione del Tg 2 lo farebbe solo per tornare all’amato Tg1 dove era vice. Insomma intorno al Campidoglio si scaldano i motori perché, dopo tutto, le elezioni sono dietro l’angolo e cioè nella primavera del 2021, pandemia permettendo. E voci di possibili candidature girano pure per l’ex deputato Daniele Capezzone e la giornalista Maria Giovanna Maglie. Vedremo se le loro continue intemerate contro il Governo gli varranno un lasciapassare per il Parlamento.

Sul fronte del Centrosinistra non ci sono invece giornalisti o opinionisti al momento papabili per candidature. E questo un po’ perché nei talk show non c’è molto spazio per le voci apertamente di area Pd. E dire che storicamente la Sinistra ha sfruttato il bacino dei volti noti, nelle tv e nei giornali, per attrarre voti e strappare poltrone difficili, come quelle dell’Europarlamento o delle presidenze di Regione. Vista una tale esperienza è probabile, anzi è certo, che gli interessati siano più attenti a non farsi notare con tanto anticipo rispetto alla più probabile data delle elezioni politiche, nel 2023. Lo stesso discorso, infine, è inesistente tra i Cinque Stelle, che in tv vanno solo per essere bastonati dai conduttori di turno, e hanno pochi volti non “nemici” a prescindere, come Travaglio, Scanzi e il direttore di questo giornale, tutti però molto presi solo dalla loro professione.