Telegram oscura “Basta dittatura”, il canale dei No Vax italiani. Il fondatore della piattaforma, Durov: “Hanno incitato alla violenza contro i medici che effettuano la vaccinazione”

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“Questo canale e la chat di gruppo hanno incitato alla violenza contro i medici che effettuano la vaccinazione. Hanno pubblicato dati privati, di medici specifici e ne hanno chiesto l’esecuzione. Incitare alla violenza è contro i Termini di servizio di Telegram”. E’ quanto si legge nella chat di Telegram di Pavel Durov, fondatore della piattaforma per la messaggistica, commentando le critiche di utenti italiani dopo la chiusura di “Basta Dittatura” (leggi l’articolo), il canale No Vax oscurato questa notte.

“Abbiamo avvertito gli amministratori di questi canali prima di fermare la violazione – ha spiegato ancora il numero uno di Telegra -, ma non hanno agito. Inoltre, è intervenuta anche la procura di Torino, città dove ho frequentato l’asilo e le elementari. Per quanto riguarda i flashmob, sono inutili”.

Chi scrive aggiunge che “su qualsiasi altra app mobile tali canali sarebbero stati rimossi settimane fa senza preavviso”. “A differenza della maggior parte delle altre piattaforme – ha detto ancora Durov -, Telegram consente agli utenti di esprimere ragionevoli dubbi e preoccupazioni in merito alla vaccinazione obbligatoria. Ciò che non permetteremo mai, tuttavia, sono gli appelli pubblici alla violenza, che sono stati limitati su Telegram dal 2015”.

Il 5 settembre scorso  la Procura di Torino aveva emesso un decreto di sequestro del gruppo “Basta dittatura”. Secondo il pm Valentina Sellaroli  e le indagini compiute dalla Polizia postale, da lì erano partite le minacce e perfino l’attività di stalking nei confronti di virologi, politici e perfino giornalisti.

Tra le varie iniziative che hanno fatto scalpore spiccavano la pubblicazione dei numeri di telefono di Palazzo Chigi (leggi articolo), degli uffici per la Comunicazione e del programma di governo. Dallo stesso canale, che contava oltre 42mila iscritti, erano state promosse anche le manifestazioni No Vax e No Green Pass, al punto da spingere i pm torinesi a chiedere agli amministratori di Telegram una “collaborazione volontaria”.