Terremoto giudiziario all’aeroporto di Lamezia Terme. Arrestati i vertici dell’amministrazione, accusati di concussione, peculato e falso

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Un vero e proprio terremoto giudiziario, quello che ha travolto l’aeroporto di Lamezia Terme. Con l’operazione “Eumenidi” della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e degli agenti della polizia di frontiera presso il locale aeroporto internazionale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, sono finiti agli arresti domiciliari il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso ed Ester Michienzi, responsabile dell’Ufficio legale di Sacal, la società che gestisce lo scalo lametino.

La Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha chiesto al Gip l’applicazione di misure interdittive nei confronti dei 12 componenti del Consiglio d’amministrazione della Sacal. La Guardia di Finanza sta eseguendo, inoltre, 40 perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate nell’inchiesta, tra cui esponenti di istituzioni ed uffici pubblici ed imprenditori.

I reati per i quali si procede, a vario titolo, vanno dalla corruzione e dal peculato sino al falso, all’abuso d’ufficio ed a varie forme di concussione. In realtà, l’esistenza di un’inchiesta su Sacal era emersa nell’agosto 2015 quando gli uffici della società erano stati perquisiti dalla Guardia di finanza e dalla Polizia di Stato. All’epoca furono 14 gli indagati destinatari di altrettanti avvisi di garanzia per le ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata all’abuso di ufficio e alla turbativa d’asta. Nel mirino gli appalti ma anche l’occupazione di 18 stagisti.  L’inchiesta infatti punta i fari su diversi appalti, fra cui anche la realizzazione delle nuova pista dell’aeroporto, sulle assunzioni e anche sui contratti a progetto “Garanzia giovani” per 18 stagisti.