Terremoto, Renzi vuole trasparenza nella ricostruzione. E chiede aiuto a Cantone. Tutto deve essere tracciabile

dalla Redazione
Cronaca

Mentre ancora si scava e mentre la terra trema ancora il premier, Matteo Renzi, attraverso la sua consueta enews ha fatto il punto sul terremoto che ha colpito il centro Italia tracciando le linee guida da seguire. “C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate”, ha scritto Renzi. Il presidente del Consiglio ha poi invocato la trasparenza in tutti i lavori: “La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ma anche con la massima trasparenza online”. Insomma questa volta si vuole evitare quanto già visto all’Aquila e allora meglio affidarsi a Cantone.

BASTA POLEMICHE – Sui social soprattutto corrono polemiche in questi giorni sull’uso che verrà fatto dei soldi raccolti grazie alle donazioni. E quindi Renzi c’ha tenuto a sottolineare che “Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile, a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano). Ma soprattutto dovremo tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina”.

MODELLI E PREVENZIONE – “La pretesa di tenere sotto controllo la natura è miope e persino assurda”, ha messo nero su bianco il presidente del Consiglio, “ma non possono vincere i fatalisti che nel nome del destino continuano a costruire senza visione e strategia o impediscono di creare una cultura della prevenzione perché rincorrere quando potremmo anticipare?”. Secondo Renzi i modelli da seguire per la ricostruzione sono tre: quelli di Friuli, Umbria ed Emilia. Occhio d’attenzione ha rivolto alle comunità del territorio ben sapendo che ora il rischio più grande è la fuga dai territori colpiti. E nella road map del premier dovrebbe arrivare ben presto il programma di prevenzione Casa Italia.