Il bluff del messaggio al 45500. La burocrazia frena pure la solidarietà: i 28 milioni raccolti con l’sms solidale restano inutilizzati

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Non c’è che dire: gli italiani hanno un grande cuore. Peccato però serva a poco quando hai una macchina burocratica talmente farraginosa da non essere capace di sciogliersi nemmeno dinanzi all’emergenza terremoto. Ricordate l’sms solidale della Protezione Civile, il “45500” attivo dal 24 agosto, in modo da permettere a tutti di effettuare donazioni per le zone colpite dal terremoto? Ecco, nessun centesimo di quanto raccolto è arrivato a destinazione. Nonostante l’emergenza, nonostante l’impegno a una ricostruzione immediata. E, soprattutto, nonostante siano passati cinque mesi abbondanti da quel tragico 24 agosto.

Stallo totale – A dirlo, in maniera esplicita, è stata la ministra Anna Finocchiaro, interpellata ieri in Aula dalla deputata M5S Laura Castelli che chiedeva, appunto, conto di come i soldi fossero stati utilizzati raccolti con il 45500. Ma partiamo dalle cifre. “A seguito dell’evento sismico del 24 agosto 2016 – ha ricordato la Finocchiaro – è stato attivato il numero solidale 45500 per il periodo dal 24 agosto al 9 ottobre 2016 e sono stati raccolti 15.083.594 euro”. Il numero, poi, è stato riattivato, a seguito degli eventi sismici del 26 e 30 ottobre 2016, per il periodo dal 30 ottobre al 30 novembre 2016 e la raccolta è stata pari a 4,4 milioni di euro euro. E ancora: è stata disposta una terza attivazione del numero solidale per il periodo dal 31 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017 (che verosimilmente sarà prolungata) e che ha consentito di raccogliere ulteriori 1,5 milioni, cui si aggiungono altri 8.018.745,77 euro, raccolti tramite un conto corrente bancario della Protezione Civile. Totale: circa 28 milioni, come detto.

Peccato, però, che i fondi “confluiscono nella contabilità speciale intestata al commissario straordinario aperta presso la Tesoreria dello Stato” e soltanto poi “saranno trasferiti ai fini della realizzazione di interventi per la ricostruzione e per la ripresa dei territori colpiti da eventi sismici”. Insomma, l’emergenza può anche attendere. Nonostante per sponsorizzare l’iniziativa (che coinvolge presidenza del Consiglio e Rai) si dica che i fondi sono “da destinare alla ricostruzione e alla messa in sicurezza degli edifici”. Ecco, non sarebbe il caso di accelerare le pratiche?

Tw: @CarmineGazzanni

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