Terrorismo, massima allerta in Italia. Il Viminale teme una vendetta dell’Isis: schierati i “super-poliziotti”

Terrorismo, massima allerta in Italia. Il Viminale teme una vendetta dell'Isis: schierati i "super-poliziotti".

Anis AmriCol terrorismo la precauzione prima di tutto. Specie sotto le feste natalizie e specie se il nemico che ci si trova davanti è l’Isis. A dirlo è Maurizio Vallone, capo del Servizio Controllo del Territorio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in un’intervista rilasciata questa mattina al Corriere della Sera.

Terrorismo, massima allerta in Italia. Il Viminale teme una vendetta dell’Isis: schierati i “super-poliziotti”

Vallone non usa giri di parole: “è la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi a casa dei poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato”. Ecco perché, dice Vallone, “temiamo la vendetta dell’Isis”. Ed ecco perché sono stati “schierati i super-poliziotti”. L’Italia, infatti, ha rimodulato il dispositivo antiterrorismo dopo l’uccisione a Milano dell’attentatore di Berlino Anis Amri: oltre 1.800 uomini e 400 macchine in più schierate al giorno per una spesa che supera i 100 milioni al giorno.

“Dobbiamo essere particolarmente attenti – ha dichiarato ancora Vallone – dobbiamo prendere tutte le iniziative possibili di autotutela. Non è un caso se le circolari del prefetto Franco Gabrielli riguardano anche le modalità di intervento per il personale fuori servizio. Noi contiamo sulla professionalità di chi effettua i servizi in strada. I nostri uomini hanno il massimo livello di addestramento”. Non a caso, le unità operative antiterrorismo, chiarisce Vallone, sono “pattuglie addestrate dai Nocs (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, ndr) che si muovono su macchine blindate e con la dotazione di fucili ad alta precisione. Sono sempre su strada e intervengono in caso di emergenza”.

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