Terza fumata nera per il Quirinale. Ma lo scenario sta cambiando. In 125 hanno votano Mattarella. E altri 114 Crosetto. Conte: “Il Paese è in ginocchio. Il M5S è disponibile a rilanciare la missione di governo”

Quirinale Camera
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Nuova fumata nera anche al terzo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Non è stato raggiunto il quorum di 673 voti (leggi l’articolo –  qui lo speciale della Camera). I grandi elettori presenti erano 978, nessun astenuto. Le schede bianche, che avevano nettamente segnato le precedenti due votazioni, questa volta sono state 412. L’attuale inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella ha ottenuto 125 voti, l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Guido Crosetto ne ha ottenuti altri 114 (leggi l’articolo). Tra i più votati anche Paolo Maddalena (61) e Pier Ferdinando Casini (52). Hanno inoltre ottenuto voti, tra gli altri, i ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (19), della Giustizia, Marta Cartabia (8), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giuseppe Moles (6), il presidente del Consiglio, Mario Draghi (5) e Silvio Berlusconi (4 ). Schede nulle 22, voti dispersi.

“Se una parte cerca di prevalere sull’altra, non ne usciamo più. Ripeto, secondo me serve un ‘conclave’, un tavolo, da cui possa uscire un candidato comune. Draghi è un patrimonio del Paese, per me va preservato a Palazzo Chigi. Avremo un nuovo Presidente a breve? Secondo me entro domenica” ha detto il senatore del Pd, Andrea Marcucci.

“Abbiamo portato avanti con convinzione il nome di Paolo Maddalena – affermano i grandi elettori di Alternativa – in questi primi scrutini per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, l’indicazione che abbiamo condiviso con alcuni colleghi del Gruppo Misto di una figura terza che possa davvero essere garante della Costituzione e degli interessi dei cittadini italiani ha raccolto strada facendo ulteriori consensi fino ai 61 voti registrati oggi. Il raddoppio dei voti per Paolo Maddalena ci da’ il segnale che l’area di chi ha a cuore la Costituzione e gli interessi dell’Italia e dei suoi beni pubblici sta finalmente crescendo nel Parlamento”.

“Lavoro con fiducia, serietà e ottimismo. La soluzione può essere vicina” dice, invece, il leader della Lega Matteo Salvini. “Se dovessi decidere io domani il centrodestra deve mettere in campo uno dei nomi della rosa. Ci aspettavamo che entrassero nel merito nel dire chi ritenevano piu’ adatto. Se non entrano nel merito credo che spetti al centrodestra uscire dal pantano e fare un nome e votarlo” commenta ai microfoni di La7 il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa. “Faremo di tutto – aggiunge – perché domani ci sia un nome unico del centrodestra. Fino a stamattina si discuteva tranquillamente sulla possibilità di votare Nordio, si è ritenuto di no e abbiamo optato per Crosetto”.

“Il Movimento dice sì a Draghi. Lo ha detto quasi un anno fa quando il Paese era in ginocchio con una grande assunzione di responsabilità consapevole anche del costo politico che avrebbe comportato. Noi abbiamo perso 40 parlamentari per questa scelta. E oggi che la nave è ancora in tempesta il Movimento dice sì a Draghi. Il Movimento rafforza il suo sì perché il Paese è veramente in ginocchio e anzi le emergenze si sono aggravate”. È quanto ha detto il presidente del MoVimento 5 stelle, Giuseppe Conte parlando del Quirinale.

“Ora viene forse il momento più duro. Quest’anno sarà ancora più duro. Quindi noi diciamo sì a Draghi e alla missione di cui l’abbiamo investito. Il Movimento è disponibile a rilanciare la missione di governo”, ha aggiunto l’ex premier. “Oggi che la nave è ancora in tempesta il Movimento dice sì a Draghi – ha argomentato Conte -, anzi rafforza il suo sì perché le emergenze ci sono ancora adesso, noi diciamo sì a Draghi e alla visione di cui l’abbiamo investito e il Movimento è disponibile a rilanciare e supportare l’azione di governo per un patto con i cittadini”.

“Mettere in gioco una carica istituzionale in un quadro di contrapposizione senza una soluzione condivisa sarebbe un grande errore per il centrodestra, un grande sgarbo istituzionale nei confronti della presidenza del Senato” ha detto ancora il leader del M5s, Giuseppe Conte, a chi gli chiedeva di un trasloco al Quirinale della presidente del Senato Casellati. “Invitiamo il centrodestra a trovare un metodo – ha aggiunto il leader M5S – e a lavorare in modo condiviso senza nessuna iniziativa che metta a rischio le istituzioni”.

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