Tor Bella Monaca ora è più “Bella”. Blitz delle forze dell’ordine nella notte: rimossi i murales dedicati ai boss Cordaro e Moccia

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Un blitz notturno che, inevitabilmente, ha creato anche malumori nei cittadini di Tor Bella Monaca che, inspiegabilmente, finora avevano sempre difeso quei murales, quegli attestati di stima verso i mafiosi della zona. Ma lo Stato questa volta si è dimostrato forte e presente. E così è stato rimosso nella notte a Roma, intorno all’una, nel quartiere di Tor Bella Monaca, il murale dedicato a Serafino Cordaro, esponente dell’omonimo clan assassinato nel 2013.

Massiccio il dispiegamento di forze dell’ordine in via Quaglia, nei pressi del caseggiato popolare R9, dove campeggiava il graffito. Presente la sindaca di Roma, Virginia Raggi, accompagnata dal comandante generale della Polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio, che ha diretto le operazioni con il supporto di Polizia e Carabinieri. Chiusa al traffico per circa 3 ore via Quaglia. Tutte le operazioni si sono svolte regolarmente.

“Serafino sei il nostro angelo”. Questo c’era scritto sulla gigantografia, ora coperta con la vernice, dedicata a Serafino Cordaro che campeggiava sulla facciata del complesso R9 in via Quaglia. Il graffito era comparso qualche giorno dopo il 2 febbraio 2013, quando Serafino Cordaro venne ucciso a colpi di pistola in un regolamento di conti nella vicina via Acquaroni.

Oltre al murale dedicato a Serafino Cordaro, nella notte a Roma è stato rimosso anche quello in memoria di Antonio Moccia che da anni campeggiava sul muraglione di via Amico Aspertini. Antonio Moccia era figlio di Vincenzo, uno dei capi della colonna romana del clan camorristico originario di Afragola.

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di Gaetano Pedullà

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