Torna la Banda della Magliana. Spunta un nuovo tesoretto

di Roberto Mancini
Cronaca

di Roberto Mancini

Gli affari illeciti nel commercio di autoveicoli si abbattono sugli eredi della banda della Magliana. E ieri la Dia di Roma ha confiscato a Giuseppe Giagnoli, prestanome di Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere del gruppo immortalato dal libro «Romanzo Criminale» – un patrimonio di oltre 5 milioni di euro tra appartamenti, ville, terreni, auto di lusso e d’epoca e alcune attività commerciali nella zona sud della capitale. Altri 2 milioni di euro erano stati sequestrati dalla Dia ai congiunti di Angelo Angelotti, un altro luogotenente di Nicoletti, ucciso nell’aprile 2012 in un conflitto a fuoco. Giagnoli, ritenuto molto pericoloso è stato sottoposto a misure di sorveglianza speciale per due anni, era già stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere di stampo mafioso nel 2003 insieme ad Enrico Nicoletti ed altre 27 persone.
Secondo quanto riferito dalla Dia, Giagnoli, 58 anni, già rinviato a giudizio per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 2003,dalla metà degli anni Novanta, per conto di Nicoletti avrebbe gestito numerose società operanti nel settore del commercio di autoveicoli, mantenendo i contatti con quelle stesse persone che intimidivano chi finiva sotto strozzo. Secondo gli inquirenti dopo aver accumulato un patrimonio a seguito di numerosi delitti, ha poi deciso di investire la sua ricchezza nella più proficua attività usuraria, utilizzando il medesimo modus operandi appreso in via diretta da un criminale di notevole spessore come Enrico Nicoletti. In particolare i proventi della sua attività sarebbero stati utilizzati per attività usuraie.
Gli interessi usurari venivano pagati dalle vittime insieme alle rate delle auto che erano state costrette a comprare nelle concessionarie di Giagnoli. Il metodo ideato dallo stesso Giagnoli era particolarmente ingegnoso: l’uomo, secondo gli investigatori, costringeva le sue vittime a comprare le auto ad un prezzo superiore al valore reale, facendo poi pagare rate maggiorate comprendenti anche i versamenti usurari. In modo da giustificare, con il pagamento rateale del veicolo, i versamenti usurari»
Si tratta di un sistema ideato per evitare di lasciare tracce utili alla ricostruzione delle operazioni; per questo il lavoro degli investigatori è stato particolarmente complesso. Alla fine, però, seppur dopo molto tempo le numerose attività illecite sono venute a galla tutte, l’una dopo l’altra. Giagnoli, in virtù della sua accertata pericolosità, è stato anche sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza per due anni.