Torna la speculazione greca e le Borse bruciano miliardi. La scommessa: l’Ue non riuscirà a salvare Atene

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Giornata durissima ieri per Piazza Affari e per le Borse europee, con gli investitori preoccupati per l’andamento dell’economia Usa, che nel primo trimestre dell’anno potrebbe registrare una variazione negativa. In aggiunta la situazione della Grecia continua a tenere i mercati con il fiato sospeso, soprattutto perchè alla fine con grande probabilità l’Eurogruppo della prossima settimana si chiuderà con un nulla di fatto. Milano ha perso il 2,76%, facendo peggio delle altre Borse europee, a dispetto del fatto che la Commissione Ue abbia promossi i conti del nostro Paese.

SOFFRE GENERALI
A Piazza Affari hanno accusato cali pesanti un po’ tutte le principali blue chips, a partire dalle azioni del comparto assicurativo finite nel mirino di un report critico di Barclays. Generali ha perso il 3,3%, complice il taglio del giudizio da parte proprio di Barclays, che ha rivisto la raccomandazione da overweight a equalweight sulle azioni del Leone di Trieste. Del gruppo assicurativo, invece, sono state premiate con un progresso del 3,4% le azioni di Banca Generali, dopo la pubblicazione della buona trimestrale, risultata al di sopra delle attese, con i ricavi che sono aumentati del 73% a 180,5 milioni. Sono state colpite dalle vendite anche le banche: Unicredit ha lasciato sul parterre il 3,7%, Intesa Sanpaolo il 3,2%, Ubi il 4,2% e Banco Popolare il 3,3%. In controtendenza solo Mps, salita del 4,59% per via dell’ipotesi che sia creata a breve una bad bank a partecipazione statale. Ipotesi avvalorata dalle parole spese dal premier, Matteo Renzi, lunedì scorso dinnanzi alla comunità finanziaria. L’istituto senese sarebbe uno di quelli che beneficerebbe maggiormente di tale progetto, insieme a Banca Carige che infatti ha guadagnato mezzo punto percentuale.

PETROLIO
A 60 DOLLARI
Hanno arginato le perdite anche le Fca (-0,45%), dopo i dati sulle immatricolazioni di aprile, balzate per il gruppo del 24,8%. Telecom Italia ha perso quota (-4,4%), St (-3,6%) e Luxottica (-4,2%). Mediaset (-4,68%) è stata colpita dalle vendite dopo che l’intero cda della controllata Ei Towers (-2,45%) risulta indagato dalla Procura di Milano per l’Opas su Rai Way (-2,18%). Sul fronte dei cambi l’euro passa di mano a 1,1192 dollari mentre il petrolio (wti) è stato scambiato sopra la soglia dei 60 dollari che non vedeva da dicembre, venduto a 60,82 dollari al barile, in progresso dell’1,8%.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA