Tornano le zone gialle. Ecco cosa prevede la bozza del prossimo decreto. Sarà in vigore fino al 31 luglio. Riaprono piscine e palestre

rt nazionale oggi
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Tornano le zone gialle e arriva la “certificazione verde” per gli spostamenti tra le Regioni. È quanto prevede la bozza del nuovo decreto legge che dovrebbe approdare domani in Consiglio dei ministri. Le misure, scaglionate a partire dal 26 aprile, come anticipato la scorsa settimana dal governo (qui il video della conferenza stampa di Draghi e Speranza), dovrebbero rimanere in vigore fino al 31 luglio.

A decorrere dal 15 maggio, secondo quanto prevede la bozza dl, sono consentite le attività di piscine all’aperto in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

A decorrere dal primo giugno, sempre nelle zone gialle, saranno consentite le attività di palestre, anche in questo caso in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

Dal 1° giugno, nelle zone gialle, “le attività dei servizi di ristorazione sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle 5 fino alle 18, o fino a un diverso orario stabilito con deliberazione del Consiglio dei ministri”, comunque non oltre le 22 rimanendo per ora in vigore il coprifuoco.

Dal prossimo 26 aprile, si legge ancora nella bozza del decreto, “in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale”.

La capienza consentita nelle sale non potrà “essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”. “Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo”, si legge nella bozza del decreto legge.

Le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca”. Le disposizioni, prosegue il testo, “non possono essere derogate da provvedimenti dei presidenti delle Regioni” fatto salvo casi di “eccezionale e straordinaria gravita'” dovuti al Covid.

“Alla luce degli scenari epidemiologici e considerato il sovraccarico attuale dei servizi territoriali ed ospedalieri – ha fatto sapere in serata il portavoce del Comitato tecnico scientifico, Silvio Brusaferro -, il CTS ha espresso parere favorevole al mantenimento dello stato di emergenza fino al 31 luglio, per affrontare al meglio le misure di contenimento e supportare la campagna vaccinale che vede attualmente come target prioritario le fasce fragili della popolazione”.

Leggi anche: Le 12 regioni verso la zona gialla e le riaperture dal 26 aprile nel nuovo decreto del governo Draghi.

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