Accuse di co.co.pro e insulti di lobby, tra e Renzi e Di Maio sembra già campagna elettorale per Palazzo Chigi

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Uno definisce collaboratore i candidati del Movimento 5 Stelle, l’altro accusa il Pd di essere al soldo delle lobby. Il livello di scontro della campagna elettorale aumenta e in campo scendono direttamente Matteo Renzi e Luigi Di Maio.

Chi si candida con il M5S “firma un co.co.pro della Casaleggio associati. Fossi un cittadino non sceglierei un candidato cocopro di un’azienda privata milanese”, ha detto il presidente del Consiglio Renzi, dando fuoco alle polveri nel suo intervento a La Repubblica. Ma il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, replica alla provocazione del premier. In un clima che sembra già da voto per le Politiche. “Il nostro è un codice etico. I contratti li firmano alcuni parlamentari del partito di Renzi, impegnandosi a versare soldi al partito. Matteo Renzi ha firmato un contratto a tempo indeterminato con le grandi lobby di questo paese, l’abbiamo visto con la questione Trivellopoli e con la questione Banca Etruria. Faccia poco lo spiritoso, quello che si è legato mani e piedi ai poteri economici decotti di questo Paese è lui”, ha affermato Di Maio. Che ha azzardato un’analisi: “Non credo alle elezioni nel 2018, ci saranno il prossimo anno. Il mio è un auspicio e una previsione”.

Renzi si è lanciato nella campagna elettorale per Roma. “Ieri Giachetti ha presentato la lista degli assessori. Io l’ho scoperta su Facebook. Non gliel’ho mandata io perché sono segretario del partito o glielo ha mandata ‘lo staff di Matteo Renzi’. Con Giachetti queste cose finivano subito nel cestino. Giachetti ha scelto persone molto valide, molto competenti che formano la sua squadra”, ha sottolineato il premier. A rincarare la dose ci ha pensato il deputato del Pd, Ernesto Carbone:“Scrivono Rousseau ma si pronuncia Orwell. Caro di Maio, quello che definisci codice è il contratto fatto firmare dalla Casaleggio associati che si pone al di sopra della legge italiana e della volontà dei cittadini. E, come dimostrato dai disastri di queste settimane, di etico non c’è nulla”.