Tra i nemici di Ranucci c’è anche Renzi. Il leader di Italia Viva beccato in Autogrill da Report con lo 007 Mancini pregusta la sua vendetta

Tra i nemici di Ranucci c'è anche Matteo Renzi
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Dopo la giornata di passione vissuta ieri in Commissione di Vigilanza Rai (leggi l’articolo), non sono tardate le reazioni di quanti non vedevano l’ora di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Tra questi non poteva mancare di certo il leader di Italia Viva Matteo Renzi, da tempo in rotta di collisione con Report e il suo conduttore, Sigfrido Ranucci, specie dopo il servizio in cui veniva documentato l’incontro con lo 007 Marco Mancini in un autogrill (leggi l’articolo), che ha immediatamente colto la palla al balzo per esprimere “ solidarietà personale e istituzionale all’onorevole Ruggieri per le invereconde affermazioni di un conduttore del servizio pubblico. Mi auguro che la Rai prenda una posizione forte e immediata”.

Una nota di poche righe a cui si sono rapidamente accodati molti parlamentari di Italia Viva. Il primo è stato il deputato Luciano Nobili, già finito nella bufera per la famosa interrogazione parlamentare fondata su un dossier poi risultato falso in cui si accusava Report e Ranucci di condotte disdicevoli (qui l’intervista), che su Facebook ha scritto: “Grazie al coraggio del collega Andrea Ruggeri, al quale va tutta la mia solidarietà emerge con chiarezza l’indegno metodo Ranucci, che ho anche io denunciato in passato”.

ALLA CARICA. Secondo il parlamentare di Italia Viva si tratta di “una trasmissione televisiva usata come clava contro la vittima designata di turno, insulti, minacce – persino ai familiari come ha riportato Ruggieri – e dossier su tutti i politici”. Un post fiume in cui Nobili non le manda a dire e racconta la sua verità: “Cioè, lo stesso Ranucci che tentando di intimidirci mediaticamente sosteneva, mentendo, che la mia interrogazione parlamentare fosse un ‘dossier contro di lui’ in realtà ha archiviato, per sua stessa ammissione, 78mila dossier contro politici, magari in una redazione Rai”.

Insomma, conclude il deputato Iv: “Un metodo vergognoso e intimidatorio incompatibile col servizio pubblico, una macchina del fango a spese dei cittadini: la Rai non può tacere e deve assumere provvedimenti”.

LA RICHIESTA. Ma ad entrare a gamba tesa sulla questione non sono stati soltanto i renziani. Il commissario di Vigilanza Rai e deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, ha chiesto di chiarire tutto il prima possibile: “Ranucci venga subito convocato in audizione in Vigilanza Rai, come abbiamo chiesto col capogruppo Santanchè, dopo le sconvolgenti e inquietanti vicende raccontate dal collega Ruggeri, a cui va la nostra solidarietà”.

Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia starebbe emergendo “il metodo Ranucci – il quale ricordiamo è vicedirettore del Telegiornale di Rai3 con delega al suo stesso programma – che è contrario a qualsiasi forma di deontologia giornalistica, più volte lo abbiamo detto e più volte lo abbiamo posto con atti di sindacato ispettivo a cui non è mai stata data risposta, come sulla strage di Bologna e sul caso Mori, dato che a dare risposta sarebbe la stessa vicedirezione di cui Ranucci stesso è capo, con delega alla sua stessa trasmissione”. Un lungo intervento che Mollicone conclude con parole inequivocabili, quasi fosse già stata accertata ogni accusa, ricordando che “il dossieraggio è un reato”.