Traffico di droga e usura a Napoli. Maxi operazione di Polizia contro i clan: arrestate oltre 60 persone, molte controllavano i traffici illeciti al centro

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Arresti e sequestri per indebolire il clan Amato-Pagano, molto attivo al nord di Napoli nel traffico di droga. Ma anche un blitz nel rione del Pallonetto a Santa Lucia contro il clan Elia, che impiegava anche adolescenti per l’attività di usura e spaccio controllando le zone più centrali della città. In due diverse operazioni di Polizia, sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, infliggendo un duro colpo alla camorra napoletana con un totale di 63 persone finite in manette. Inoltre è stato disposto l’ingente sequestro di beni e anche di attività commerciali a Napoli, Roma e Caserta, sospettate di avere legali con la famiglia criminale.

Ben 45 persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta sulle attività illecite del clan Elia, che gestiva il traffico di stupefacenti e chiedeva il pizzo al centro di Napoli. La famiglia camorristica aveva il controllo di zone come piazza del Plebiscito, via Santa Lucia, ma anche il borgo Marinari e via Partenope. I boss chiedevano pure a ragazzini d 14 anni di confezionare la droga per lo spaccio e la vendita. Secondo gli inquirenti, inoltre, i gestori di ristoranti venivano continuamente vessati: erano costretti a fare continui regali agli esponenti del clan che gestivano le piazze dello spaccio.

La seconda ondata di arresti ha colpito il clan Amato-Pagano. I reati contestati, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di quantitativi di sostanze stupefacenti. La figura chiave era diventata Rosaria Pagano, tra i destinatari del provvedimento restrittivo: la donna, moglie di Pietro Amato, fratello defunto del potente boss Raffaele Amato, aveva assunto un ruolo di vertice gestendo gli affari illeciti del clan.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La Giustizia che fa paura alla Lega

Chi avesse ancora dubbi su uno dei motivi per cui il Governo Conte è stato fermato proprio il giorno prima che l’allora ministro Bonafede facesse il punto sulla riforma della Giustizia, senta bene le parole dette ieri da Salvini: “Questo Parlamento con Pd e 5

Continua »
TV E MEDIA