Tragedia a Livorno: è morta la bambina di 18 mesi rimasta chiusa in auto sotto il sole. La madre ha avuto un vuoto di memoria

dalla Redazione
Cronaca

Non c’è l’ha fatta la bambina, di un anno e mezzo, rimasta chiusa in auto per molte ore sotto il sole di luglio. Le cure somministrate all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze si sono rivelate vane. E del resto i medici avevano riferito che le condizioni erano disperate sin dal momento del ricovero. La tragedia si è consumata a Livorno, in una mattina d’estate che sembrava come tante. La madre della piccola, dopo le domande degli inquirenti, ha detto di aver avuto un “vuoto di memoria”, pensando di aver già portato la figlia al nido.

La dinamica è stata raccontata ai carabinieri: la donna si era recata al lavoro, lasciando nell’auto la bimba. Ma con i finestrini chiusi e sotto il sole cocente, la vettura ha raggiunto temperature altissime e la piccola ha perso i sensi. È stata proprio la madre a ritrovarla dopo circa quattro ore. Immediatamente sono stati allertati i soccorritori, con il ricovero all’ospedale di Cecina e poi la corsa al Mayer di Firenze. Dopo un giorno di disperati tentativi di rianimazione, il personale medico ha dovuto prendere atto del decesso. I genitori hanno comunque dato il via libera all’espianto degli organi. La madre è distrutta per quanto accaduto e rischia di finire di essere indagata per omicidio colposo.

Sull’onda della tragedia di Livorno, il Codacons ha rilanciato una proposta. “Chiediamo misure in grado di evitare simili episodi e salvare la vita ai bambini i e in particolare abbiamo avanzato una proposta alle case costruttrici di automobili: oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici che mettono in allarme il guidatore su diversi fronti: cinture di sicurezza non allacciate, fari accesi, portiere aperte, freno a mano tirato, serbatoio in riserva”, ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “È necessario anche un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bambini o con le cinture di sicurezza posteriori, in modo che, quando il motore viene spento oppure il guidatore apre la portiera oppure fa per scendere dall’auto (basta un sensore di peso), ma la cintura posteriore sia ancora allacciata, scatti immediatamente l’allarme”, ha aggiunto Rienzi.