Tragedia in Puglia. Il vicequestore di ritorno dalle vacanze, la futura sposa, lo studente, la nonna di Samuele. Ecco le storie di chi non ce l’ha fatta

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Il bilancio è ancora parziale dopo la tragedia dello scontro frontale dei due treni sulla tratta tra Andria e Corato. Per ora si contano 27 morti e almeno 50 feriti. Si spera ovviamente che il numero non cresca ancora. Ma intanto cominciano a emergere le storie delle vittime. Storie di lavoratori, donne, bambini, studenti. Storie spezzate dall’incuria umana e da errori che, a quanto pare, si potevano evitare.

Su quel treno, ad esempio, c’era Fulvio Schinzari, 59 anni, vicequestore aggiunto, in forza alla Questura di Bari, originario di Galatina, in provincia di Lecce. Stava tornando a Bari da Andria, dove aveva trascorso un periodo di ferie, per prendere servizio alle 14. “Apprendo con enorme dolore – ha commentato il Capo della Polizia Franco Gabrielli – le notizie che giungono da Corato, luogo del terribile disastro ferroviario avvenuto questa mattina. Esprimo sentimenti di vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono rimasti feriti. Anche la Polizia di Stato è rimasta colpita da questo tremendo evento con la morte del Vice questore aggiunto Fulvio Schinzari; alla famiglia e ai suoi cari esprimo il mio cordoglio, unendomi al loro dolore in questo tragico momento”.

Ma c’era anche Antonio Summo, 15 anni, studente di Ruvo, stava ritornando a casa da Andria. Lo hanno trovato morto tra le lamiere, riconosciuto dalla borsa, dai libri, dai pantaloncini e dalle scarpe. Stava tornando a casa da scuola, che frequentava per il recupero di due debiti formativi.

C’era poi Jolanda Inchignolo, 25 anni, si sarebbe sposata il prossimo anno. È stata riconosciuto grazie al suo anello con la pietra nera. E poi Giuseppe Acquaviva, agricoltore di 51 anni: è stato colpito da una scheggia di metallo alla testa. Per lui non c’è stato scampo. Era stato ricoverato all’ospedale di Andria. È morto nella notte dopo l’incidente.

 

E poi Donata, la nonna di Samuele, il bambino di 6 anni estratto vivo dalle lamiere. Al momento dello scontro il piccolo si trovava proprio tra le braccia della nonna. I due si stavano recando a Barletta per poi prendere un treno per Milano e tornare a casa dei genitori del bambino. Pasquale Abbasciano, invece, era uno dei due macchinisti. A fine anno sarebbe andato in pensione.