Trani indaga, la Corte dei Conti bussa a denari

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Angelo Perfetti

Moody’s alza l’outlook dell’Italia a stabile. La notizia è arrivata nel giorno in cui il prodotto interno lordo (pil) italiano del quarto trimestre del 2013 è aumentato dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, primo aumento dal periodo aprile-giugno del 2011. E nonostante le dimissioni del presidente del Consiglio Enrico Letta, il costo del governo italiano per finanziarsi è arrivato ai minimi: il rendimento del decennale ieri è sceso ai minimi del febbraio 2006. La mossa di Moody’s segue la promozione decisa dall’agenzia stessa il mese scorso per l’Irlanda, tornata allo status di investment grade con un rating Baa3, e a dicembre per la Spagna, il cui outlook è passato a stabile da negativo con rating fermo a Baa3. A novembre la società aveva promosso di due gradini la Grecia, a Caa3 da C. In ognuno di questi casi Moody’s aveva citato miglioramenti dell’economia.

Standard & Poor’s ha un rating per l’Italia pari a BBB con outlook negativo. La sua prossima decisione sulla Penisola arriverà il 6 giugno. Il mese scorso S&P aveva notato che l’ampio
debito pubblico italiano sollevava preoccupazioni in un periodo di bassa inflazione. Il ministero del Tesoro italiano, che si trova a gestire 2.100 miliardi di euro di debito, generalmente non commenta le decisioni delle agenzie di rating.

Sarà un caso, ma la benevolenza delle agenzie (gli è bastato uno 0,1% per invertire la rotta)  è tornata dopo che l’Italia, finalmente, ha alzato la voce contro i giudizi tranchant delle stesse agenzie. Prima la procura di Trani, poi la Corte dei Conti hanno avviato azioni contro le società che definiscono i rating internazionali. E guarda caso siamo tornati affidabili. Non sarà il caso di usare lo stesso metro anche nelle relazioni internazionali (vedi il caso-marò)?