Gaza, la tregua non ferma le morti: in 24 ore almeno sei palestinesi sono stati uccisi e diversi sono stati feriti dalle truppe dell’Idf

Nonostante la tregua formalmente attiva, a Gaza continuano morti e feriti. Due palestinesi uccisi e diversi feriti dall'Idf.

Gaza, la tregua non ferma le morti: in 24 ore almeno sei palestinesi sono stati uccisi e diversi sono stati feriti dalle truppe dell’Idf

La tregua a Gaza resta formalmente in vigore, ma sul terreno si continua a combattere. Nelle ultime 24 ore gli ospedali della Striscia hanno ricevuto i corpi di due palestinesi uccisi durante questo periodo di cessate il fuoco e di altre cinque persone morte in precedenza. A riferirlo è il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, che non ha indicato né i luoghi degli attacchi né l’identità di tutte le vittime.

Secondo quanto riportato da media arabi e palestinesi, almeno due dei decessi più recenti sarebbero avvenuti nel sud della Striscia, nei pressi di Khan Younis. L’ospedale Nasser avrebbe ricevuto i corpi di Mahmoud Burayka, 40 anni, e di Atef al-Bayouk, descritto come un giovane uomo, colpiti da attacchi di droni israeliani sul lato controllato da Hamas della linea di cessate il fuoco. Le Forze di Difesa Israeliane non hanno commentato le notizie relative a questi episodi.

Gaza, la tregua non ferma le morti: in 24 ore almeno sei palestinesi sono stati uccisi e diversi sono stati feriti dalle truppe dell’Idf

Nello stesso arco di tempo, sempre secondo il ministero della Sanità, quattro persone sono rimaste ferite da colpi delle truppe israeliane, senza che siano stati forniti dettagli sulla gravità delle condizioni. I media palestinesi riferiscono che una donna è stata ricoverata oggi all’ospedale Nasser dopo essere stata colpita da arma da fuoco a ovest di Khan Younis. Altri tre feriti sarebbero stati registrati ieri sera nel nord della Striscia.

In quell’area, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto un attacco aereo contro due sospetti che avrebbero oltrepassato la linea di cessate il fuoco avvicinandosi alle truppe nei pressi del campo profughi di Jabalia. Un episodio che riaccende i dubbi sull’effettiva tenuta della tregua.

A pesare ulteriormente sul bilancio umanitario sono anche due morti non legate ai combattimenti: una bambina di appena sette giorni e un bambino di quattro anni, deceduti per l’esposizione al freddo. Sale così a sei il numero di vittime causate dalle rigide condizioni invernali nella Striscia, dove la crisi umanitaria resta profonda nonostante il silenzio parziale delle armi.