Trento, due bambini trovati senza vita in appartamento. Per la polizia è stato il padre, poi trovato suicida

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Ancora una tragedia familiare e ancora figli uccisi dai genitori. Stavolta l’ennesima storia di ordinaria follia arriva da Trento dove due bambini, di tre e quattro anni, sono morti sotto i colpi delle martellate inflitte dal padre. È stata la madre dei due piccoli a trovare i corpi dei figli e a dare l’allarme alle forze dell’ordine. Per ore, anche con l’aiuto di un elicottero, si è cercato il padre, ritrovato poche ore dopo cadavere ai piedi di una scarpata. L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è che l’uomo, in un momento di pazzia abbia ucciso i bambini e poi si sia suicidato gettandosi da una terrazza panoramica, a Sardagna, appena fuori città. La sua auto, un Suv Volvo, è stata ritrovata parcheggiata vicino la balconata di un hotel in montagna abbandonato da anni. Avrebbe scavalcato la ringhiera e si sarebbe buttato di sotto. Gabriele Sorrentino, 44 anni, lavorava a Trento come consulente finanziario, la moglie Sara è una veterinaria. In passato Sorrentino è stato carabiniere in servizio a Riva del Garda e, prima del congedo, aveva anche seguito un corso presso il nucleo elicotteri di San Giacomo di Laives, a Bolzano. Dai vicini di casa viene descritto come una persona gentile. “Lui, la moglie e i bambini sembravano la famiglia del Mulino Bianco”, ha raccontato un inquilino.

Il segreto – “Il padre dei due bimbi mi aveva detto pochi giorni fa che stava per firmare il rogito per l’acquisto della casa”, ha raccontato un altro vicino. “Apparentemente se uno decide di acquistare casa dovrebbe essere una persona equilibrata e normale. Qualche volta ci si incontrava sulla strada e Gabriele sembrava una bellissima persona, una persona che adorava i suoi bambini”. Insomma nessun dubbio tra chi lo conosceva, Sorrentino viene definito come un uomo tranquillo e bravo. Sembra, infatti, che dietro la tragedia ci sia quasi certamente un segreto legato ai soldi. Infatti proprio oggi Sorrentino avrebbe dovuto firmare per l’acquisto di una nuova casa, proprio accanto a quella in cui viveva con la famiglia. La moglie, Sara Failla, si era recata per prima nello studio del professionista, secondo quanto lei stessa ha raccontato agli inquirenti, lasciando il marito a casa assieme ai due figlioletti; verso mezzogiorno è poi rientrata: a quel punto sarebbe toccato a Gabriele andare dal notaio. Ma nella casa Sara si è trovata davanti la terribile scena. La carneficina viene accostata dagli inquirenti proprio a quell’appuntamento. È possibile, infatti, ma al momento si parla di un’ipotesi, che l’uomo fosse alle prese con problemi di natura economica, tenuti sempre nascosti alla famiglia. La pratica per l’acquisto dell’immobile avrebbe inevitabilmente fatto emergere questi problemi facendo crollare la barriera di bugie e scatenando prima la violenza omicida e poi il senso di colpa e la forza autodistruttrice dal capofamiglia. Dal massacro della famiglia Sorrentino si sono salvate, oltre a Sara, anche la figlia maggiore della coppia che ha tredici anni ed era in gita scolastica.