Truffe online e furti d’identità. Il panico dei cittadini europei per i pagamenti virtuali. Cresce l’ansia e il timore di subire raggiri sul web

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Truffe online e furti d’identità, ecco le ansie dei cittadini europei del web. La digitalizzazione imperante, la trasmigrazione sul web dei principali servizi di banking, lo sviluppo imponente dell’e-commerce, alimentano anche il business oscuro dei raggiri sul web, e i cittadini lo sanno. Il settore dei pagamenti virtuali cresce esponenzialmente, di pari passo – si spera – con la consapevolezza dei consumatori legata ai rischi che implicano. La gente ricerca soluzioni pratiche e convenienti, pone American Express e i suoi prodotti a confronto con quelli di Visa, MasterCard e di tutti gli altri circuiti; e poi protegge il proprio Pc, teme per la propria identità, si dimostra a conoscenza (in teoria) dello scenario che gli si pone davanti. O meglio tutto intorno.

Truffe online e furti d’identità visti dall’opinione pubblica europea

I cittadini europei digitalizzati che usano la rete per acquisti e transazioni finanziarie dimostrano un’ansia crescente legata alle minacce del cyberspazio. A renderlo noto è un sondaggio condotto da Eurobarometer, lo studio statistico facente capo alla Commissione Europea. Secondo tale ricerca, ben il 43% degli intervistati si è dichiarato preoccupato dall’eventualità che soggetti terzi possano essere in grado di utilizzare i propri dati personali mentre il 42% teme per l’affidabilità delle piattaforme di e-commerce e la possibilità di essere vittime di truffe online. Dati che, sempre secondo il centro studi, si attesterebbero in crescita rispetto al 2013.

La paura di un furto d’identità coinvolge il 68% degli intervistati, +16% rispetto all’anno prima. Paure anche legate a possibili truffe online riguardanti movimenti bancari e carte di credito e che riguardano il 63% del campione. 6 soggetti su 10 si dichiarano preoccupati dall’eventualità di una violazione dei propri profili social, il 57% teme di ricevere e-mail di phishing.

Percezione del rischio e precauzioni

Il 61% del campione ha installato un antivirus sul proprio computer, la metà degli intervistati rifiuta di fare aprire le proprie e-mail a persone estranee, il 38% si dice restio a fornire informazioni personali e dati sensibili su internet. Inoltre, il 61% dichiara di aver cambiato almeno una password negli ultimi 12 mesi.

La percezione generale è quella di un aumento del rischio, opinione dell’85% degli intervistati, mentre l’89% concorda con l’affermazione che sia meglio evitare di fornire informazioni sul web e il 67% non si sente tutelato neanche dalle pubbliche amministrazioni e ritiene i dati da esse detenuti non sufficientemente sicuri.

Legame tra digitalizzazione e informazioni

L’indagine ha rilevato anche una correlazione tra l’uso di internet e la consapevolezza sui rischi. Non è un caso, infatti, che in Paesi come Svezia, Olanda e Danimarca, stati in cui l’informatizzazione è maggiore, si riscontri anche un maggior grado di soddisfazione riguardo alle informazioni possedute riguardanti rischi e minacce della rete; di contro, in nazioni arretrate dal punto di vista dell’internet experience come Portogallo, Romania o Grecia, si percepisce con maggior preoccupazione il pericolo delle truffe online.

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