Trump difende l’intesa con l’Iran. Ma Netanyahu non ferma i raid sul Libano

Trump difende l’intesa con l’Iran. Ma Netanyahu non ferma i raid sul Libano. Donald invita l'amico Bibi a usare buon senso

Trump difende l’intesa con l’Iran. Ma Netanyahu non ferma i raid sul Libano

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump difende l’accordo con l’Iran nel corso di una conferenza stampa a margine del G7 di Evian: “Potevamo continuare a bombardare ma sarebbe stato da stupidi, l’intesa ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e anche di più”. La firma del memorandum, aggiunge il tycoon, potrebbe esserci già oggi o venerdì. “Con questo accordo che si chiama ‘Accordo Trump’, l’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare”, ha detto, battezzando l’intesa con il suo nome. Ma Benjamin Netanyahu non ferma i raid sul Libano.

Trump difende l’intesa con l’Iran. Ma Netanyahu non ferma i raid sul Libano

“Il testo dell’accordo dice chiaramente che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare. Non c’è scritto che potranno averla fra 5, 10 o 20 anni. Quest’accordo dispone che loro seguano la strada della cooperazione e così avranno l’opportunità di sopravvivere”, ha aggiunto. Anche perché Trump ha minacciato di ricominciare a “sganciare bombe” senza pietà se l’Iran “non si comporterà bene”. Anche ieri non si sono fermati gli attacchi israeliani in Libano, nonostante l’annunciato accordo tra Usa e Iran preveda la cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti.

L’avvertimento

Trump ha avvertito più volte l’alleato israeliano, ma Netanyahu ha di fatto respinto questa posizione lunedì sera. Lo Stato ebraico mantiene la “libertà di azione per sventare gli attacchi” e l’Idf resta nelle “zone di sicurezza” stabilite in Libano “per tutto il tempo necessario”, ha dichiarato Netanyahu, rivendicando “gli interessi particolari” di Israele di fronte a un’intesa conclusa da Washington e Teheran. Interpellato in proposito a margine del G7, Trump ha ribadito di volere che “Israele sia in grado di difendersi ma usi il buon senso”.

La lode di Bibi assieme al richiamo al buon senso

“In tutta onestà nei confronti di Bibi Netanyahu, è un brav’uomo, a volte si lascia prendere un po’ dall’entusiasmo, ma è davvero un brav’uomo. Abbiamo avuto una collaborazione straordinaria. È stato un primo ministro straordinario”, ha dichiarato il presidente americano. “Abbiamo una piccola disputa sul Libano. Gli dico, Bibi, potresti essere un po’ più delicato. Non c’è bisogno di demolire un edificio ogni volta che qualcuno ci entra, quello è opera di Hezbollah”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti hanno peraltro inviato una copia dell’accordo con l’Iran a Israele. “Sono stati un buon partner”, ha detto Trump, aggiungendo: “Penso che potevano fare meglio con Hezbollah, Non dico che non debbano difendersi. Dico che quando due droni vengono lanciati nel deserto, senza danni, non c’è bisogno di distruggere palazzi a Beirut”.

Cessate il fuoco violato

Nei giorni scorsi Hezbollah ha affermato di aver cessato le operazioni contro le truppe di Tel Aviv, sottolineando tuttavia che la sua adesione resta vincolata al rispetto dell’intesa da parte di Israele. In Israele l’estrema destra al governo preme invece per andare avanti. Da Teheran, il comandante delle forze armate iraniane, Khatam al-Anbiya, ha avvertito Tel Aviv che ci sarà una “dura risposta” se proseguirà con gli attacchi, sostenendo che lo Stato ebraico ha violato il cessate il fuoco in Libano oltre 80 volte da quando è stato annunciato l’accordo Usa-Iran, la cui firma è prevista appunto nelle prossime ore. Prosegue intanto l’attività diplomatica delle autorità libanesi: il presidente Joseph Aoun ha insistito di aver “ricevuto assicurazioni che il percorso del Libano nei negoziati è indipendente”.

I paletti del Libano

“Sebbene siamo certamente a favore di un cessate il fuoco e di qualsiasi Paese che ci aiuti, Iran compreso, non è consentita alcuna interferenza negli affari libanesi”, ha aggiunto. Il capo di Stato ha anche espresso la speranza che il quinto round di colloqui, previsto la prossima settimana negli Usa, “sia più positivo”, sottolineando che “lo Stato libanese è sovrano nelle sue decisioni e, per la prima volta, è lui a condurre i negoziati; nessuno negozia per noi”.

Hezbollah è sempre stato contrario ai colloqui diretti con Israele. E a favore del Libano si sono espressi anche i leader dei Paesi del G7 riuniti a Evian che in una dichiarazione hanno espresso “forte sostegno” a favore di “un cessate il fuoco solido e immediato”, degli “sforzi delle autorità libanesi per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio statale sulle armi” e della protezione dell’”integrità territoriale e la sovranità del Paese attraverso adeguate garanzie di sicurezza internazionali”.