Donald Trump ha firmato il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran durante il vertice del G7 in corso a Versailles, mentre quasi in contemporanea la stessa intesa veniva sottoscritta anche a Teheran. A confermare l’avvenuta firma è stato lo stesso presidente americano: “Il memorandum of understanding è firmato, l’ho appena firmato a Versailles”, ha dichiarato, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Poco dopo è arrivata anche la conferma ufficiale iraniana. I media di Teheran, citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, hanno annunciato che l’accordo è stato firmato da entrambe le parti, ratificando così un’intesa che nelle ultime ore aveva alimentato attese e interrogativi sulla tenuta della tregua tra Washington e la Repubblica islamica.
L’accordo rappresenta il primo passo di un percorso negoziale più ampio destinato ad affrontare i nodi che hanno alimentato mesi di tensioni e di scontri tra i due Paesi. Secondo le informazioni diffuse dall’amministrazione statunitense, il memorandum prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e un graduale allentamento delle sanzioni economiche contro Teheran. In cambio, l’Iran si impegna a non perseguire l’obiettivo di dotarsi di un’arma nucleare, tema che sarà al centro di ulteriori colloqui previsti nelle prossime settimane.
Trump difende l’accordo con l’Iran: “Volevo evitare una catastrofe economica globale”
Travolto dalle critiche dei media americani, secondo cui l’intesa dimostra il flop del tycoon, Trump ha difeso la scelta di procedere con l’intesa, spiegando che il prolungamento del conflitto avrebbe potuto avere conseguenze pesanti sull’economia globale. “Non volevo vedere una catastrofe economica”, ha dichiarato ai giornalisti riuniti all’Hôtel Royal durante il G7. Il presidente americano ha sottolineato di aver seguito con attenzione anche l’andamento dei mercati e l’impatto che tre mesi di guerra stavano producendo sui prezzi dell’energia.
L’intesa, tuttavia, non viene accolta allo stesso modo da tutte le componenti della leadership iraniana. Il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha definito il memorandum un “fallimento” per gli Stati Uniti, sostenendo che l’accordo dimostrerebbe l’incapacità di Washington di raggiungere i propri obiettivi strategici. Lo stesso esponente iraniano ha inoltre precisato che, terminato il periodo di esenzione di 60 giorni previsto dal testo, Teheran intende applicare tariffe alle navi in transito nello Stretto di Hormuz.
Il memorandum non costituisce ancora un accordo definitivo. Washington e Teheran dovranno infatti affrontare una nuova fase di negoziati per definire i meccanismi di controllo sul programma nucleare iraniano, le modalità di alleggerimento delle sanzioni e il futuro delle risorse finanziarie iraniane congelate all’estero. Per questo motivo entrambe le parti mantengono aperta la possibilità di rivedere o interrompere il percorso negoziale qualora non venissero rispettati gli impegni previsti.
Nonostante le incognite, la firma simultanea tra Versailles e Teheran segna uno dei passaggi diplomatici più significativi del secondo mandato di Trump e apre una nuova fase nei rapporti tra Stati Uniti e Iran, dopo mesi di confronto militare e forte instabilità nella regione.