Donald Trump torna a far tremare i rapporti transatlantici e lo fa con una dichiarazione destinata a lasciare il segno. In un’intervista al New York Times, il presidente americano ha affermato che potrebbe arrivare a dover scegliere tra l’annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato. “Potrebbe essere una possibilità”, ha detto senza mezzi termini, aggiungendo che né la Russia né la Cina sarebbero realmente preoccupate dall’Alleanza atlantica se non per il ruolo degli Stati Uniti. Un passaggio che ha immediatamente allarmato le cancellerie europee. “L’Europa sta diventando un luogo molto diverso e devono davvero darsi una regolata”, ha insistito Trump, ribadendo una visione sempre più critica verso gli alleati.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è intervenuto l’inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia, Jeff Landry. In un messaggio pubblicato su X, Landry ha accusato apertamente la Danimarca di aver “occupato” l’isola dopo la Seconda guerra mondiale, riprendendone il controllo “violando i protocolli delle Nazioni Unite”. Secondo il governatore della Louisiana, la storia sarebbe stata riscritta: “Gli Stati Uniti difesero la sovranità della Groenlandia durante la guerra, quando la Danimarca non ci riuscì. Dopo il conflitto, Copenaghen la rioccupò aggirando e ignorando il protocollo dell’Onu”. Parole che hanno ulteriormente irrigidito il clima diplomatico.
Trump rilancia sulla Groenlandia e spaventa la Nato: l’Europa risponde, Berlino prova a mediare
La risposta dell’Unione europea non si è fatta attendere. In un colloquio con il Corriere della Sera, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito con fermezza la posizione di Bruxelles: “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano. Nulla su di loro senza di loro”. Von der Leyen ha sottolineato come l’Ue stia rafforzando il proprio impegno nella regione artica, ricordando che nella proposta di bilancio 2028-2034 i finanziamenti sono stati raddoppiati, arrivando a circa 530 milioni di euro. Un segnale politico chiaro, legato anche alla sicurezza artica, definita “di enorme importanza” e strettamente connessa alla Nato.
In questo scenario teso, Berlino prova a raffreddare i toni. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante una visita in India, ha espresso l’auspicio di una soluzione condivisa all’interno dell’Alleanza. “Condividiamo le preoccupazioni americane sulla necessità di proteggere meglio questa parte della Danimarca”, ha detto, aggiungendo che l’obiettivo è “migliorare insieme la situazione della sicurezza in Groenlandia”. Secondo Merz, gli Stati Uniti potrebbero partecipare a una maggiore presenza Nato nell’Artico, un’ipotesi già sostenuta anche da altri Paesi dell’Alleanza.