Donald Trump afferma di lavorare per la pace, ma nei fatti sembra fare l’esatto opposto. L’ultima conferma arriva da quanto riportato dal Wall Street Journal, secondo cui l’amministrazione americana guidata dal tycoon, evidentemente convinta che la guerra rappresenti un’opportunità economica, starebbe valutando un significativo ampliamento della produzione industriale nel settore della difesa.
Per farlo, rivela il quotidiano statunitense, si starebbe considerando il coinvolgimento diretto di grandi gruppi manifatturieri civili, in particolare del comparto automobilistico, nella produzione di sistemi e forniture militari.
Ma quale premio nobel per la Pace, Trump arma gli Usa fino ai denti chiedendo alle aziende motoristiche di riconvertire la produzione in favore della Difesa
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’idea non è rimasta sulla carta. Sempre secondo il Wall Street Journal, funzionari di alto livello del Pentagono avrebbero già avviato un dialogo con i vertici di alcune importanti aziende statunitensi, tra cui Mary Barra di General Motors e Jim Farley di Ford Motor Company, per chiedere loro di contribuire al rafforzamento della capacità produttiva nazionale in ambito bellico.
Un progetto di riconversione industriale su larga scala che servirebbe, almeno secondo quanto trapela, a riempire di armi e munizioni i depositi del Pentagono, rimasti quasi a secco a causa delle numerose operazioni militari condotte dagli Stati Uniti in diverse aree del mondo.