Tsipras insiste per l’accordo, ma la solita Merkel boccia il piano di Atene. Juncker stoppa i contatti fino al referendum

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La solita Merkel respinge ogni spiraglio di accordo per la Grecia. La cancelliera boccia un’intesa in extremis: “Bisogna aspettare l’esito del referendum”. Il presidente francese Hollande, invece, vorrebbe un accordo prima del referendum. Le borse accolgono comunque con euforia le indiscrezioni. L’Fmi ha fatto sapere non aver ricevuto il pagamento da parte della Grecia, che diventa il primo Paese avanzato a fare default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale.

Prendono tempo anche Commissione e Consiglio europeo. Juncker chiude alla Grecia: “La Commissione non avrà alcun contatto con il governo di Atene prima del referendum. Ho dato mandato che nessun Commissario intervenga su quesiti, che riguardino la politica greca. E’ mancata la volontà di chiudere, la distanza era di soli 60 milioni”. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk sulla stessa lunghezza d’onda: “Aspettiamo i risultati del referendum greco”.

“La Grecia resta al tavolo negoziale”, fa sapere Alexis Tsipras. “Vogliamo un accordo con i partner europei, ma che sia sostenibile”, ha detto il premier greco. Un voto negativo al referendum “non significherebbe dire no all’Europa, ma tornare a un’Europa di valori”.