Referendum Turchia, Erdogan vince per un soffio. Ecco adesso cosa cambia. Mentre le opposizioni denunciano brogli

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dopo un iniziale vantaggio netto, il divario a favore del Sì nel referendum costituzionale turco è andato assottigliandosi. Ma la rimonta del No non è andata a compimento. Passa così il referendum voluto da Recep Tayyip Erdogan per trasformare 18 articoli della Costituzione. Con la vittoria del Sì il Paese si trasforma da una repubblica parlamentare a una presidenziale.

Alla fine della conta il Sì ha ottenuto il 51,36% contro il No che, seppur in recupero rispetto ai primi dati, si è fermato al 48,64%. Non è bastata la vittoria del No nelle prime tre città tuche: Ankara, Istanbul e Smirne. All’estero invece ha prevalso il “sì” con il 58% dei voti.

Cosa cambia – Sono stati chiamati alle urne 55 milioni di elettori turchi. Con la vittoria del Sì il Capo dello Stato, quindi Erdogan, ottiene una serie di poteri illimitati. Sparirà la figura del primo ministro con demansionamento del Parlamento. Il presidente nominerà direttamente i ministri e tutte le maggiori cariche pubbliche. E pure la magistratura sarà meno indipendente. 

La denuncia – Le opposizioni sono già sul piede di guerra. Secondo quanto dichiarato dal vice presidente del partito di opposizione, il Chp, che fa sapere che una decisione dell’ultimo minuto della commissione elettorale turca potrebbe causare seri problemi di legittimazione del voto perché qualche ora prima che si chiudessero le urne segnalava che sarebbero state conteggiate anche le schede non timbrate dai funzionari. Schede da non conteggiare soltanto se si riuscisse a provare che non fossero contraffatte. “L’Alta commissione elettorale ha sbagliato, consentendo la frode nel referendum”, ha detto Bulent Tezcan. Arrivata la risposta del capo della commissione elettorale turca che ha affermato che le schede senza timbro, contestate dall’opposizione, sono valide, e che già in passato sono state ammesse.

L’Associazione per la Difesa dei Diritti Umani, inoltre, ha documentato una serie di violazioni ai seggi. Che vanno dalla presenza di materiale elettorale che era vietato nella giornata di oggi alla denuncia di clamorose violazioni con persone che avrebbero votato più volte e diverse schede che sarebbero state trovate già timbrate sul “sì” pronte per essere imbucate nelle urne. Insomma il dopo voto in Turchia si prevede tutt’altro che calmo. Dubbi anche sulla velocità dello scrutinio. Mentre assurdo che  il sito web ufficiale dell’Ente Superiore per le Elezioni (YSK) è stato irraggiungibile per tutto il pomeriggio. Ecco perché gli oppositori invitano a non abbandonare i seggi, perché i risultati sarebbero tutt’altro che ufficiali.

Non sono mancanti nemmeno gli incidenti nel corso della giornata turca. Tre persone sono state uccise a Diyarbakir-Amed. Si tratterebbe di uno scontro tra sostenitori del sì e del no al referendum.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA